Sì al balzo dell’ Iva Da ottobre al 23%
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Sì al balzo dell’ Iva Da ottobre al 23%
ROMA Il doppio rialzo delle aliquote Iva scatterà a ottobre. Come previsto dal decreto «Salva-Italia». La conferma arrivata martedì sera dal viceministro all’ Economia, Vittorio Grilli, durante Ballarò scatena proteste e allarmi. Soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori e di quelle agricole che denunciano l’ ennesima stangata e fanno due conti in tasca agli italiani. Che si troveranno a fronteggiare un altro «salasso». Oltre 400 euro in più di spesa a famiglia. E ? come spiega Grilli ? non c’ è al momento nessun tesoretto per abbassare le tasse sui redditi (almeno i più bassi) e quindi in parte «sterilizzare» l’ aumento. La norma inserita nel «Salva-Italia» è quella che consentirà di mettere a segno il pareggio di bilancio e prevede che, spiega il governo, dal 1° ottobre 2012 «è disposto l’ incremento di due punti percentuali dell’ aliquota ridotta e dell’ aliquota ordinaria Iva che saliranno, rispettivamente, al 12% (ora è il 10%) e al 23%». Tuttavia appena il mese scorso il premier Mario Monti rassicurava: «È possibile» che a settembre l’ Iva non aumenti: «Le clausole di salvaguardia erano dei buchi nei quali si poteva andare a cadere. E una parte della durezza del Salva Italia era dedicata» a evitarlo. Il problema era garantire la tenuta del percorso di rientro del deficit ed evitare (come previsto dal precedente governo) di mettere mano a una «sforbiciata» indistinta alle detrazioni fiscali (la precedente clausola di salvaguardia). Ma l’ intenzione espressa da Monti e da molti del governo e del Parlamento era di evitare l’ aumento dell’ Iva. Ma ora Grilli conferma che lo scatto in avanti ci sarà. Scatta così l’ allarme di molti per l’ impatto che questa misura avrà sui portafogli, dunque sui consumi e sulle possibilità di ripresa. Il Codacons, che definisce la scelta «sciagurata», calcola che due punti in più di Iva significheranno una «stangata» di 352 euro annui per la famiglia media da 2,5 componenti e di 418 euro per una famiglia di 3 persone. Anche nel Pdl storcono il naso: «Ci stupiamo delle parole di Grilli ? afferma l’ ex sottosegretario Luigi Casero ? l’ aumento porterà a un ulteriore incremento dell’ inflazione e comunque a un aumento della pressione fiscale». Per la Lega Massimo Fugatti spiega: «L’ aumento ricadrà ancora una volta su cittadini e acquisti». Tuonano anche i commercianti. «Con un Paese in recessione e i consumi in stallo, ? dice Confesercenti ? l’ ulteriore aumento allontanerà sempre di più la crescita gelando di nuovo i consumi». Mentre per Confcommercio l’ aumento al 23% comporterà riduzione del volume dei consumi, del potere d’ acquisto, dei redditi percepiti e della ricchezza messa da parte dalle famiglie. Infine la Cia ? Confederazione agricoltori ? chiede che: «Il governo riveda queste misure che non favoriscono certo lo sviluppo». Per Federalimentare «l’ aumento sarà una mazzata per i consumatori perché vale 3 miliardi di euro».
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