6 Marzo 2012

Mentre l’ economia ristagna, l’ inflazione continua a galoppare

Mentre l’ economia ristagna, l’ inflazione continua a galoppare

ROMA – L’ economia italiana rallenta, dopo la crescita tentata nella seconda metà del 2011. Lo afferma l’ Istat nella nota che integra i dati sui prezzi alla produzione in gennaio. L’ indice dei prezzi alla produzione industriale è aumentato dello 0,7% a gennaio su dicembre e del 3,3% su base annua. I prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno crescono dello 0,7% nel mese e del 3,4% nell’ anno. Al netto dell’ energia si hanno aumenti congiunturali dello 0,3% e tendenziali dell’ 1,9%. I prezzi dei beni venduti sul mercato estero registrano aumenti dello 0,3% su base mensile e del 2,7% nell’ anno. Ancora una volta, la fiammata degli aumenti viene dal petrolio. La componente energetica contribuisce con 2 punti al rialzo globale. In particolare, la crescita più elevata si rileva per il coke e prodotti petroliferi raffinati, con aumenti del 17% sul mercato interno e del 22,4% su quello estero. Non c’ è tregua per le famiglie e le imprese italiane, intanto, alle prese con gli aumenti dei prezzi della benzina. Nell’ ultimo weekend sono scattati nuovi rincari, ed è stato così bruciato un nuovo record a 1,827 euro al litro. Una situazione che allarma i consumatori, secondo cui ormai gli automobilisti spendono ben 14 euro in più al mese per due pieni di carburante. Secondo le rilevazioni di Quotidiano energia sono state tre le compagnie che hanno alzato i prezzi: Q8 ha rialzato di 0,5 centesimi il prezzo della benzina, Tamoil di 0,5 centesimi la verde e di 0,3 centesimi il diesel, Shell di 1 centesimo entrambi i prodotti. Tamoil ha così centrato il nuovo record di 1,827 euro al litro, anche se sul territorio si registrano anche punte di 1,92 euro al litro. Nella media nazionale, invece, la benzina è sempre attorno a 1,82 euro, mentre il diesel è ad un soffio dalla soglia di 1,76 euro. «Non è più possibile andare avanti in questo modo», protestano Adusbef e Federconsumatori, che parlando di «ricadute estremamente pesanti»: dall’ inizio dell’ anno ogni automobilista, per due pieni al mese, paga 14 euro in più. Rispetto allo scorso anno, gli aumenti registrati sono pari ad addirittura 40 giorni di spesa alimentare di una famiglia media. Per calmierare i prezzi, allora, «è necessario partire da interventi sul fronte della tassazione», con l’ introduzione dell’ accisa mobile ed evitando «con ogni mezzo di far scattare l’ ulteriore aumento dell’ Iva da settembre 2012». Il Codacons punta il dito contro il governo, sottolineando che con questi prezzi per lo Stato c’ è un «guadagno miliardario». Secondo l’ associazione dei consumatori, «di sola Iva, senza considerare le accise, lo Stato guadagna per ogni litro di verde 31,70 centesimi di euro contro i 25,90 centesimi che guadagnava lo scorso anno, ossia 2 euro e 90 centesimi in più a pieno ed oltre 69 euro in più all’ anno per ogni automobilista italiano». Paolo R. Andreoli

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