6 Marzo 2012

Pausini, crolla il palco: un morto

Pausini, crolla il palco: un morto


Dopo il tragico incidente, tre mesi fa, al Palatrieste durante il montaggio del palco di Jovanotti, la morte di Matteo Armellini, a Reggio Calabria accende nuovamente le polemiche sulla sicurezza nel settore dei concerti, specie dei big. Ferdinando Salzano, responsabile di F&P Group, che organizza i concerti di Laura Pausini, precisa che «l’ allestimento della produzione al momento dell’ incidente non era nemmeno partito». Ma intervengono anche i sindacati: per la Slc Cigl «fino a quando i big della musica incasseranno più del 90% dello sbigliettamento di ogni concerto non si va da nessuna parte». La Cisl ritiene superate le norme sulla sicurezza nel settore, mentre il presidente di Assomusica Alessandro Bellucci chiede investimenti maggiori nella sicurezza e meno in costosi effetti speciali, chiamando in causa i big della musica e il pubblico che vogliono show sempre più spettacolari. REGGIO CALABRIA È accaduto tutto in un attimo. La struttura che viene giù, un rumore assordante di lamiere, e sul parquet del palasport di Reggio Calabria resta il corpo senza vita di un tecnico di 31 anni. Per la seconda volta in tre mesi, l’ allestimento di un concerto provoca morte. Dopo il caso di dicembre a Trieste, per lo spettacolo di Jovanotti, la notte scorsa la tragedia si è ripetuta a Reggio Calabria, dove era in allestimento il palco per il concerto che Laura Pausini avrebbe dovuto tenere ieri. Un evento da tutto esaurito che, ovviamente, è stato annullato. Vittima un tecnico addetto alle luci, Matteo Armellini, 31 anni, romano, dipendente della coop Insieme di Castelvecchio Subequo (L’ Aquila), mentre due suoi colleghi, anche loro romani, Pablo Consoli (33), e Pablo Cesareo (27), sono rimasti feriti. Il primo ne avrà per 30 giorni per la frattura di spalla e omero, per l’ altro solo contusioni. E mentre messaggi di solidarietà giungono alla vittima, il caso rinfocola le polemiche sulla sicurezza dei megaspettacoli nei palazzetti. Notte fonda, manca poco alle tre. Tecnici e operai sono impegnati. I lavori procedono per montare il palco largo 30 metri, profondo 36 e alto una ventina. Una struttura di ultima generazione, spiega l’ organizzatore locale Maurizio Senese. Ma l’ impianto crolla di lato, con una violenza tale da danneggiare anche le gradinate in cemento precompresso. Cadendo, il palco travolge alcuni operai che si trovavano in cima a sistemare le luci e ne investe altri. Tra loro c’ è Armellini, colpito alla testa. Soccorsi immediati, ma per il tecnico non c’ è niente da fare. La Procura sequestra il palco; le ipotesi sono varie, dal cedimento della struttura sotto il peso dei macchinari e degli stessi operai, al cedimento del parquet, o a un errore nella costruzione. Solo le perizie, che il pm Rosario Ferracane disporrà, potranno fare chiarezza. La notizia della tragedia raggiunge presto Laura Pausini nell’ albergo Altafiumara. Sul suo sito internet appare un «ciao Matteo …» e, più tardi, il suo pensiero su facebook: «Il nostro lutto è totale. E devastante – scrive la cantante – Matteo era un rigger, un tecnico esperto, un ragazzo forte, riservato, gentile e sempre attento a far sì che il suo e il nostro lavoro fosse il migliore di tutti. Sono vicina alla sua famiglia e alla sua fidanzata con tutto il mio cuore. Noi che siamo la tua famiglia in tour ci inchiniamo davanti a te Matteo». La seconda tragedia in tre mesi non passa inosservata. Lo stesso Jovanotti, su twitter, evidenzia la necessità di una «discussione molto seria tra organismi competenti su come possiamo migliorare il livello di sicurezza per addetti ai lavori e pubblico». Interventi contro le morti bianche sono invocati da partiti e sindacati. Per il Codacons un crollo »può essere una tragica fatalità, ma due sono l’ indizio di qualcosa che non quadra«. E quale sia questo qualcosa lo indica Ruggero Pegna, storico promoter calabrese e dirigente nazionale di Assomusica, l’ associazione italiana dei produttori ed organizzatori di spettacoli dal vivo. È la «gigantomania» di molti cantanti. «Basta – è il suo appello – con produzioni e allestimenti che neanche entrano nei palasport: rischi per la sicurezza, turni assurdi di lavoro, danni alle strutture ospitanti e, spesso, anche sprechi economici…».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this