5 Marzo 2012

Ospedali a corto di camici bianchi, per “rinforzi” si pensa ai medici di famiglia

Ospedali a corto di camici bianchi, per “rinforzi” si pensa ai medici di famiglia

Pazienti in sala d’ attesa anche per 12 ore. Almeno 70 a Catania sarebbero disponibili ad andare in corsia.


CATANIA – In sala d’ attesa anche per 12 ore, perchè l’ ospedale è a corto di camici bianchi? I “rinforzi” potrebbero arrivare dai medici di famiglia: almeno 70 a Catania sarebbero disponibili ad andare in corsia. È l’ idea del Codacons, che ha lanciato questa proposta in città per mettere una pezza agli snervanti tempi di attesa nei pronto soccorso. “Spesso sono codici bianchi e verdi – ha spiegato all’ Italpress il segretario nazionale Francesco Tanasi – e nelle sale di attesa i pazienti sono costretti ad aspettare anche 12 ore”. Un disservizio comune a tutte le strutture ospedaliere: “Stiamo facendo un’ indagine conoscitiva per capire dove ci sono le situazioni più critiche: tra qualche settimana avremo i risultati”. Ma intanto c’ è già la disponibilità di oltre 70 dottori catanesi , quelli che magari hanno pochi assistiti e vanno in studio per meno ore: potrebbero affiancare i colleghi in ospedale occupandosi proprio dei pazienti meno gravi. I tecnici del Codacons Medici hanno calcolato che sarebbero utili circa 6 dottori al giorno per ospedale, in due turni da 12 ore, per 200 euro lorde a turno. Ci sarebbe anche l’ ok dell’ Ordine dei Medici, a patto di rispettare le professionalità. Eppure, la proposta capovolgerebbe le indicazioni date negli stessi ospedali, che invece suggeriscono ai pazienti di rivolgersi al proprio medico di famiglia per i piccoli malanni. “I tempi di attesa sono eccessivi – ha aggiunto Tanasi – e questo vuol dire negare il diritto alla salute. Ma non finisce qui, perchè abbiamo presentato anche un esposto alla Procura perchè a Catania non viene rispettata la normativa sulle attese. Per certi esami non si potrebbero superare le 72 ore, e invece per una risonanza magnetica si aspetta anche un anno. Bisogna individuare le responsabilità, se questo meccanismo non funziona”. Per il Codacons, inoltre dal 2008 ad oggi non ci sono stati miglioramenti nelle prestazioni sanitarie.

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