Pronto soccorso, Codacons denuncia
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Pronto soccorso, Codacons denuncia
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Attese ai Pronto soccorso e problemi di chi tenta di prenotare una visita medica specialistica attraverso il Cup. I due aspetti della sanità catanese argomenti di una conferenza stampa del Codacons, che sull’ argomento ha presentato una dettagliata nota alla Procura. L’ indagine del sindacato parte dai dati del 2008 raffrontati a quelli ai nostri giorni. Il presidente Francesco Tanasi: Poco o nulla è cambiato perché i problemi sono uguali, così come le lamentele dei cittadini, che si recano ai Pronto soccorso o che intendono prenotare una visita specialistica sono sempre le stesse: tempi di attesa troppo lunghi. Una situazione intollerabile intollerabile. Nello stesso tempo, attraverso Codacons Medici, Nino Rizzo e Gaetano Guardina, medici di famiglia e componenti di Codacons Medici, hanno lanciato una interessante proposta: possibile utilizzare i medici di famiglia nei Pronto soccorso per dare assistenza quanto meno ai casi classificati con codice bianco o giallo. noto, che circa l’ 80% delle richieste di assistenza ai Pronto soccorso fanno riferimento a casi che non necessitano di intervento da parte di medici specializzati in medicina di urgenza, per cui anche i medici di famiglia con la loro esperienza possono intervenire all’ interno di strutture dotate di strumenti con i quali è possibile dare una risposta alla maggior parte di coloro che si presentano presso gli ospedali. Secondo il Codacons tale attività potrebbe essere svolta dai medici di famiglia anche su base di volontariato, specie da quei medici con pochi assistiti. Il costo per l’ azienda ospedaliera sarebbe minimo se rapportato all’ utilità che la stessa azienda ne trarrebbe. Sarebbero abbattuti drasticamente i tempi di attesa e non si verificherebbero quegli episodi di intolleranza, impazienza e atteggiamento aggressivo di chi è costretto ad aspettare anche 8-10 ore. Si tratta di una proposta già illustrata alla direzione del Cannizzaro, ma che non ha trovato risposte nemmeno da parte dell’ assessorato alla Sanità. L’ avvocato Isabella Altana, componente dell’ Ufficio Legale del Codacons: Il decreto dell’ assessore alla Salute del 30 novembre 2011 prescrive tempi massimi precisi per la erogazione delle prestazioni mediche, tempi che non sono rispettati; per tale motivo il Codacons ha chiesto alla magistratura di intervenire per individuare le responsabilità della mancata osservanza di norme di legge che potrebbero far scaturire responsabilità penali anche gravi. Per l’ avvocato Angela Scarpulla, poi, esistono possibili risvolti di ambito civilistico riguardanti i danni che subisce il paziente costretto a ricorrere alle cure di medici e strutture private perché non può usufruire dell’ assistenza pubblica. possibile – ravvisa l’ avvocato – intravvedere un’ azione risarcitoria nei confronti non del singolo medico, ma della struttura pubblica (Asp e Azienda ospedaliera), che non è stata in grado di assistere nei tempi prescritti chi ha fatto richiesta di prestazione medica.Sarebbero in grado di smaltire i cosidetti codici bianchi e verdi. Gli avvocati Isabella Altana e Angela Scarpulla, valutano gli aspetti penali e civili.
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