25 Febbraio 2012

Nel 2011 vendite al dettaglio ridotte dell’ 1,3%

Nel 2011 vendite al dettaglio ridotte dell’ 1,3%

 


ROMA Nel 2011 le vendite al dettaglio sono tornate di nuovo a calare. Dopo un 2010 poco sopra lo zero, l’ anno scorso hanno segnato una caduta dell’ 1,3%, la peggiore dal 2009. A gelare gli affari hanno contribuito gli ultimi mesi e, in particolare, dicembre che ha registrato la discesa congiunturale più forte da luglio 2004 (-1,1%) e un ribasso tendenziale pari addirittura al 3,7%, come non accadeva dai tempi più acuti della crisi. Dietro il calo delle vendite nei negozi rilevato dall’ Istat c’ è una stretta sui consumi che si fa sempre più decisa, portando le famiglie a tagliare ogni genere di acquisti, alimentari inclusi. D’ altra parte, denunciano i consumatori, non potrebbe essere diversamente, visto che il potere d’ acquisto è in caduta libera, complice la corsa dei prezzi. Durante l’ anno a subire maggiormente i tagli alla spesa sono stati i piccoli negozi (-1,4%), ma non è andata bene neppure alla grande distribuzione (-0,9%). Anzi, in dicembre sono stati proprio i grandi ad accusare il colpo peggiore (-3,9%) e gli unici a scamparla sono stati i discount (+1,0%), prova che gli italiani risparmiano anche sulla qualità. Ma, probabilmente, l’ indice più chiaro della crisi dei consumi è il calo generalizzato delle vendite, che non lascia fuori alcuna categoria di prodotti. A dicembre perfino gli alimentari hanno segnato una decisa riduzione (-1,7%), ciò la dice lunga su come possa essere andata per il resto dei comparti (-4,4%), in particolare ha sofferto il settore degli elettrodomestici, radio, tv e registratori (-11,3%). La contrazione del commercio al dettaglio ha preoccupato tutte le associazioni, per Confesercenti “è allarmante il quasi tracollo dei piccoli negozi” e, a riguardo, Confcommercio ha fatto notare come il 2011 sia stato un anno nero anche per le altre tipologie di distribuzione. I consumatori hanno parlato di flessioni gravi, anche se “sottostimate” rispetto alla realtà: secondo le stime dell’ Osservatorio nazionale Federconsumatori “nel 2011, la caduta dei consumi è stata tra il 2,1 e il 2,2% “. Sulla stessa linea il Codacons, che ha rilevato come la riduzione delle vendite evidenzia la corrosione del potere d’ acquisto. Quanto agli agricoltori, per la Coldiretti “l’ aumento dei prezzi dei carburanti cambia la spesa degli italiani, tanto che la spesa a chilometri zero con prodotti locali è aumentata 33 volte di più rispetto a quella effettuata nei discount”. Timori vengono anche espressi da Cia, Federalimentari e Confagricoltura. 

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