ROMA: IL CODACONS DIFENDE IL DIRETTORE GENERALE DEL SAN CAMILLO, ALDO MORRONE
ROMA: IL CODACONS DIFENDE IL DIRETTORE GENERALE DEL SAN CAMILLO, ALDO MORRONE
Da giorni sono in atto una serie di duri attacchi contro il Direttore Generale del San Camillo, Dr Morrone, da sempre al servizio degli ultimi nel corso della sua carriera sanitaria e riconosciuto come persona di elevata competenza e professionalità nel campo sanitario, al quale si vorrebbero addossare, tentando di farne una sorta di capro espiatorio, tutte le responsabilità per la vicenda del pronto soccorso del San Camillo, che ha avuto vasta eco sulla stampa nazionale. Tacendo della grave situazione in cui da anni versa l’intero sistema sanitario del nostro paese, anche a causa dei continui tagli, imposti da esigenze di bilancio e del fatto che la soluzione dei problemi gravissimi che affliggono la sanità riguarda l’intero Paese ed affonda le sue radici su cause strutturali, che come tali richiedono un intervento dello Stato, che si faccia carico di tali problemi, anche a livello finanziario.
E’ fin troppo comodo pensare di rimuovere i gravi problemi della sanità italiana, offrendo in pasto ad una opinione pubblica sempre più affamata di vittime sacrificali, in un paese da tempo alle prese con una drammatica crisi politica, sociale e morale, questo o quel dirigente della sanità. Ignorando le statistiche che, ad esempio, ci dicono che solo il 20% dei soggetti che giungono al pronto soccorso vengono poi ricoverati. Ciò chiama in causa, pesantemente, come è evidente, l’esigenza di riforme strutturali dell’intero sistema sanitario nazionale, che avrebbero dovuto porre in essere le classi di governo via via succedutesi nel corso dell’ultimo quindicennio, e che a partire dai medici di base responsabilizzi altri livelli del sistema sanitario, per affrontare casi medici che per la loro cura, di certo, non hanno bisogno del pronto soccorso.
Del resto, come è dato leggere sui giornali, già dalle prime ispezioni compiute dai NAS, è emerso una situazione di grave sovraffollamento al San Camillo, come a Tor Vergata, conseguenza del costante e progressivo taglio dei posti letto, che sembra essere l’unica vera riforma che i vari Governi degli ultimi anni sappiano fare.
Chi scrive peraltro si era battuto contro la chiusura del San Giacomo, dopo che lo stesso era stato ristrutturato, ed erano stati persino acquistati dei nuovi macchinari!
Per tutte queste ragioni riteniamo strumentali ed immeritati gli attacchi ai quali da giorni è sottoposto il Dr Morrone, chiamato ad operare in una situazione difficile al San Camillo, auspicando che tali problematiche vengono affrontate con spirito costruttivo e nell’interesse dei malati, e non di questa o quella fazione.
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