27 Febbraio 2012

Ncc-tassisti, è battaglia di ricorsi

Ncc-tassisti, è battaglia di ricorsi

Dall’ 8 marzo sarà più difficile entrare nella Ztl per i noleggiatori di fuori Roma


 C’ è un precedente, e non portò bene né al Campidoglio né ai tassisti. Poco più di un anno fa, alla vigilia della sentenza del Tar sul ricorso del Codacons contro la stangata-tariffe, l’ assessorato alla Mobilità inviò una lettera a cinque officine autorizzate invitandole «a procedere immediatamente» all’ aggiornamento dei tassametri: un tentativo di giocare d’ anticipo, vanificato però dal tribunale amministrativo, che pochi giorni dopo bocciò l’ aumento. Ora, analogamente, l’ infinita querelle sulle auto bianche torna a ruotare attorno a una data chiave: il 7 marzo. Per quel giorno è infatti attesa la pronuncia del Tar sul ricorso dei noleggi con conducente, che chiedono l’ annullamento della delibera n. 403 di dicembre, con la quale il Comune aveva introdotto criteri rigidissimi per l’ accesso nella Ztl degli Ncc con autorizzazione di fuori Roma. Era stata una vittoria, per gli 8 mila tassisti romani da anni in guerra con i concorrenti delle «auto di lusso». Confortati anche da una decisione operativa: l’ Agenzia della Mobilità nei giorni scorsi, con una nota molto dettagliata, ha fissato per l’ 8 marzo l’ entrata in vigore delle nuove regole a carico dei circa 5 mila Ncc «forestieri» (quelli con licenza capitolina sono un migliaio). Dal giorno prima (quello del redde rationem davanti al Tar), dunque, agli autisti con licenza di altri comuni «saranno revocate tutte le autorizzazioni valide per la circolazione nelle Ztl e sulle corsie preferenziali» e sarà consentito di lavorare solo se muniti di un «contrassegno cartaceo» rilasciato a una condizione: essere a posto con 16 adempimenti. La documentazione che l’ azienda di noleggio deve presentare va dalla nomina del medico alla partecipazione a corsi di primo soccorso, dal bollino blu all’ iscrizione alla Camera di commercio, dal contratto di lavoro al Durc, fino al foglio di servizio con viaggi e clienti (per un massimo di 15 accessi alla Ztl l’ anno). Una babele di atti, fogli, certificati. Dinnanzi alla quale gli Ncc sono insorti. «É una follia, con questa normativa non vengono rispettati i principi europei della concorrenza e della libera circolazione. Al di là dei dubbi profili che riguardano la privacy, il sindaco Alemanno dimentica che noi facciamo impresa e diamo lavoro a migliaia di persone», attacca Giulio Aloisi, responsabile dei Trasporti Lazio per l’ Idv, nonché firmatario di uno dei due ricorsi contro il Campidoglio (numeri 984 e 1.256) assieme all’ associazione Anitrav, alla società Crono-Service e ad altri singoli noleggiatori. Sarà guerra legale, dunque. Anche perché, nell’ udienza del 7 marzo, a fianco del Comune si schiereranno un bel po’ di sigle sindacali dei tassisti, con l’ intervento cosiddetto ad opponendum . «Quelle disposizioni sono finalizzate a contrastare l’ abusivismo del settore e non sono contro una categoria di soggetti», dice l’ avvocato Marco Giustiniani, che rappresenta Ugl, Federtaxi, Cisl, Mit, la centrale radio «6645» e anche – sorpresa – alcuni Ncc con licenza romana. Nasce quindi un asse taxi-noleggiatori capitolini? «Diciamo che la convergenza di interessi – risponde il legale – dimostra chiaramente una cosa: l’ abusivo fa danni non solo ai tassisti, ma anche a chi opera in modo regolare all’ interno della sua categoria». Fabrizio Peronaci RIPRODUZIONE RISERVATA.


 

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