«Bollo evaso» per l’ auto rubata 23 anni fa
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fonte:
- Corriere della Sera
cartelle pazze, un imprenditore lamenta: ho ragione io, ma non posso più dimostrarlo.
La Mercedes station wagon, cerchi in lega, autoradio Becker, è stata rubata a Palazzolo sull’ Oglio il 16 gennaio 1989. «Era posteggiata sotto casa» ricorda, a fatica, la vittima del furto. È l’ imprenditore in pensione Pierangelo Cucchi, 68 anni, Cavaliere al merito della Repubblica. Cittadino modello e bersaglio della burocrazia impazzita. La Regione lo accusa di evasione fiscale, gli contesta il mancato pagamento del bollo per il 2008, nell’ avviso si fa riferimento alla vecchia Mercedes, targa A79450, rubata 23 anni fa. Incredibile, ma vero. È la pratica 1-3638250 della maxi campagna per il recupero del «nero»: «È una vicenda surreale». Nel caos dei bolli auto può capitare anche questo. Che la Regione pretenda gli arretrati alla cieca, dalla persona sbagliata, per un veicolo rubato nell’ Italia pre Tangentopoli. Il giovane Roberto Formigoni era un promettente europarlamentare dc. Il Codacons chiama i contribuenti onesti alla rivolta legale: «Servono indennizzi automatici in caso di avvisi o cartelle pazze – attacca il presidente Marco Donzelli -. O la Regione ritira le lettere mandate a vanvera, o lanciamo la class action. Il Pirellone non può scaricare sui cittadini per bene la sua inefficienza e la sua incapacità». Il signor Cucchi è uno dei 780 mila destinatari del sollecito. È in regola, ma non può dimostrarlo: «Non ho conservato la denuncia e il rimborso della Ras. Per me era una storia chiusa, finita, andata. Ma basta una ricerca al Pra per verificare il destino di quella Mercedes!». La station wagon è stata recuperata dai carabinieri alla fine di quel nefasto ’89, era finita in un giro di importatori paralleli. Poi è stata acquistata da un bresciano (targa B58008) e infine, di recente, venduta a Tommaso R., imprenditore della provincia di Benevento: «L’ auto è stata trasformata in un carro funebre». La targa comincia per AJ078… È il funerale della burocrazia. Decine di migliaia di richieste di pagamento del bollo sono errate. Il Pirellone riconosce un margine d’ errore del 15% nelle comunicazioni spedite ai contribuenti: «Questa non è un’ operazione per fare cassa, l’ accertamento è un obbligo di legge – ribatte l’ assessore al Bilancio, Romano Colozzi -. Le segnalazioni non sono casuali, il database spedisce l’ avviso a chi non risulta in regola. L’ evasione “reale” del bollo si attesta attorno all’ 8-9%». Il sistema lombardo, sostiene Colozzi, è il più «garantista» d’ Italia: «Abbiamo ereditato un impianto pieno di errori e stiamo ripulendo le banche dati. Quelle che abbiamo spedito sono lettere di cortesia, non cartelle esattoriali». Chi ha pagato la tassa, nel 2008, ha 60 giorni per dimostrarlo. La Regione ha riunito e informatizzato, tra il 2008 e il 2009, i registri di Aci, Motorizzazione e del ministero dell’ Economia (Sogei). Sono archivi imprecisi, disallineati, massacrati da riferimenti incerti e buchi contabili. Bollettini non associati alle targhe. Documenti approssimativi. Passaggi di proprietà assenti o parziali. Oltre 143 mila pagamenti regolarmente effettuati non risultano collegati a nessun contribuente. Tributi fantasma. Armando Stella [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.
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