24 Dicembre 2011

«Maxideposito, decide il territorio»

«Maxideposito, decide il territorio»

La società Gas Plus ha disertato l’ incontro con i movimenti no gas e le istituzioni, tenuto ieri in un auditorium Tebaldini presidiato dalle forze dell’ ordine. La società che si è aggiudicata l’ appalto per la centrale del gas metano nel quartiere Agraria, nella giornata di giovedì ha comunicato al sindaco Gaspari che non avrebbe partecipato per il timore di gesti sconsiderati da parte dei contrari allo stoccaggio. I funzionari della multinazionale si sono appigliati all’ aggressione subita nell’ assemblea all’ Agraria dal consigliere del Pd Gianluca Pasqualini per motivare il forfait. Hanno però invitato il sindaco a un incontro nella sede di Ascoli. Eppure la riunione aperta al pubblico era stata concordata dal Comune con la Gas Plus, che aveva garantito la partecipazione dei tecnici per delucidare sui rischi per l’ ambiente e la salute pubblica paventati dagli indignados. L’ auditorium è stato tenuto sotto controllo da una nutrita schiera di agenti della pubblica sicurezza e dei carabinieri, in divisa e in borghese, sebbene l’ atteggiamento pacato della folta platea non abbia richiesto l’ intervento dei militari. A rispondere ai quesiti dei cittadini c’ erano Liliana Panei del ministero dello sviluppo economico, l’ assessore all’ Ambiente della Regione Sandro Donati, il coordinatore della commissione tecnica del Comune Giuseppe Cappelli e il sindaco Gaspari. Da Donati è arrivata una buona notizia per i no gas: «Il parere della Regione sulla fattibilità dello stoccaggio è vincolante. Se dalla Via dovesse arrivare parare tecnico positivo poi servirà l’ intesa della Regione con il ministero dello sviluppo economico. Naturalmente se il territorio non vorrà lo stoccaggio noi ci opporremo». L’ assessore all’ Ambiente in definitiva ha detto che il parere delle Regione è vincolante e boccerà la centrale se i sindaci di San Benedetto e Monteprandone, e la Provincia diranno un no deciso all’ impianto. Buone nuove per gli indignados anche dalla rappresentante ministeriale Liliana Panei: «Solo il territorio può decidere se l’ opera si può fare». Poco prima dell’ assemblea i movimenti hanno depositato all’ ufficio Protocollo 500 firme a corredo della diffida all’ insorgenza del deposito, che verrà inviata a Roma. Nell’ atto si chiede che vengano valutati i danni patrimoniali e non arrecati a terzi, nonché la relativa proposta risarcitoria da parte del proponente. Negli interventi che si sono susseguiti (Elio Core referente dei quartieri, Bruno Gabrielli del Pdl, Pino Marucci di Fli, Daniele Primavera del Prc, Palma Del Zompo dell’ Idv, Maria Rosa Ferritto dei 5 Stelle, il tecnico Giustino Zazzetta) è stato sottolineato che l’ impianto oltre ai danni alla salute nuocerà al turismo. Ed è sceso in campo il Codacons, rappresentato da Stefano Quevedo. L’ associazione dei consumatori vigilerà sui costi e i benefici per la collettività. RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this