18 Febbraio 2012

Per le famiglie un aggravio di oltre 400 euro l’ anno

Per le famiglie un aggravio di oltre 400 euro l’ anno

Roma. Ennesimo record per benzina e diesel. Con i rialzi arrivati ieri nei distributori dell’ Ip, la verde è salita fino a 1,810 euro e il diesel a 1,749. Cifre mai viste prima e che, secondo le associazioni dei consumatori, si traduco per gli automobilisti italiani in rincari annuali di oltre 400 euro. Il governo Monti deve affrontare di petto la questione sterilizzando le accise e l’ Iva, perché la situazione sta diventando insostenibile. L’ invito, pressante, viene dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. “Il cuore del problema italiano resta quello delle troppe accise, alcune addirittura vecchie di cinquant’ anni e l’ Iva che moltiplica il prezzo dei carburanti”. Il sindacalista ha fatto giustizia dei dati dei petrolieri, secondo cui i prezzi in Italia sarebbero inferiori a quelli europei e ha ridimensionato le ipotesi di un ribasso indotto dalla liberalizzazione del sistema distributivo di benzina e gasolio. E ora due notizie: il Centro studi Promotor di Bologna ha informato che il gettito fiscale sui carburanti in gennaio è salito a 2,878 miliardi di euro rispetto a 2,221 miliardi di gennaio 2011. Il fisco ha lucrato in un solo mese 658 milioni di euro in più, con un aumento del 29,6%. Seconda notizia. Aumenta la vigilanza alla frontiera del Brennero, perché automobilisti e camionisti acquistano benzina austriaca a 1,40 euro. La legge italiana consente di acquistare oltre frontiera solo un “pieno” di carburante. Chi aggiunge al mezzo di trasporto un secondo serbatoio o viaggia con taniche e bottiglie rischia l’ arresto, la prigione e multe di migliaia di euro. Dunque, lo Stato italiano incassa il gettito maggiorato per equilibrare i conti pubblici e impedisce ai cittadini residenti nelle zone di frontiera di acquistare carburanti a prezzi ridotti. Il sindacato dei benzinai Faib chiede al governo di “sterilizzare” l’ Iva e di regolamentare il mercato all’ ingrosso con la figura dell’ acquirente unico. Nell’ assenza di misure fiscali la corsa al rialzo non si fermerà. Il rapporto settimanale di Figisc Anisa Confcommercio prevede nuovi rincari di almeno un centesimo il litro nei prossimi giorni, anche perché non sono stati ancora trasferiti sui prezzi interni gli aumenti internazionali di 2,7 centesimi di euro per un litro di benzina e di 2,2 per il gasolio. I consumatori continuano a fare conti. Il Codacons riferisce che il prezzo della “verde” arriva a toccare 1,810 euro il litro e il gasolio 1,749 euro. Un pieno di benzina costa oggi 14 euro e 35 centesimi in più rispetto al 2011 e un pieno di gasolio 17,35 centesimi di più. Uno dei settori più colpiti dal caro carburanti è l’ agricoltura. La Cia, Confederazione italiana agricoltori, afferma che il maltempo non ha raffreddato i prezzi dei prodotti petroliferi. Un litro di benzina costa più di un chilo di arance (1,76 euro) o di pasta (1,70 euro). Una condizione punitiva per i consumatori, ma anche per le aziende agricole che a gennaio hanno avuto un costo aggiuntivo di circa cinquemila euro per azienda. La Coldiretti protesta che la spesa degli italiani per trasporti , combustibili ed energia, ha sorpassato quella per alimenti e bevande. Paolo R. Andreoli 18/02/2012.

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