23 Febbraio 2012

L’ inflazione frena Ma vivere costa sempre di più

L’ inflazione frena Ma vivere costa sempre di più

 GIUSEPPE CARUSO L’ inflazione non da tregua ed anche i dati di gennaio assomigliano a quelli di un bollettino di guerra. Prodotti alimentari, benzina, gasolio: sono questi beni fondamentali a far segnare gli aumenti più alti. Il carrello della spesa delle famiglie, ci racconta l’ Istat nel suo studio mensile, resta costosissimo: aumenta del 4,2% su base annua e si mantiene più alto rispetto al tasso d’ inflazione complessivo (+3,2 per cento). Il motivo principale di questi rincari è da ricercare negli ennesimi aumenti relativi ai carburanti, che avvelenano anche i listini alimentari, soprattutto quelli dei prodotti lavorati. La benzina è aumentata del 17% nell’ ultimo anno, il gasolio del 25%, facendo diventare l’ Italia il Paese europeo più caro al momento del rifornimento. Un anno di passaggi alla pompa costa in media 3240 euro ad un italiano, il 12% in più della media europea, con un aggravio di spesa pari a circa 350 euro annui. I rincari dei carburanti, aggravati dalle maggiori accise e dal rialzo dell’ Iva, comportano anche un aumento dei costi dei beni trasportati. Il problema è sempre lo stesso, per il nostro Paese, vale a dire la dipendenza quasi totale nei confronti del trasporto su gomma per la distribuzione dei prodotti dal campo alla tavola. Questo porta ad un continuo rialzo dei listini sugli scaffali del supermercato: lo zucchero schizza su del 15,9%, il caffè del 16,5%, il pesce al 3,6%. Aumentano anche pane e pasta, rispettivamente del 2,9% e del 2,1%, mentre scendono fortunatamente i prezzi dei vegetali freschi (-8,7%) e frutta fresca (-2% ). La corsa al rialzo ha come conseguenza inevitabile un abbassamento consistente delle quantità di prodotto acquistate ed il ricorso sempre più spinto ai discount ed alle promozioni commerciali. Questo tipo di comportamento interessa ormai quasi il 40 per cento dei nuclei familiari italiani. La Cia, la Confederazione italiana agricoltori, mette l’ accento sulla necessità di «rilanciare i consumi domestici,alla base della ripresa economica, e in primis quelli per la tavola, già in profondo rosso nel 2011 con un calo drastico del 2 per cento. Resta drammatica anche la situazione delle aziende agricole che non traggono nessun vantaggio dal rincaro dei listini al consumo, anzi continuano a combattere con il caro-gasolio che impenna i costi di produzione con un aggravio di spesa di oltre 5 mila euro ad impresa». L’ Adoc, l’ associazione per la difesa e l’ orientamento dei consumatori, spiega che se «ai rincari dei carburanti, aggiungiamo quelli per energia e gas, il quadro è completo e tristemente cupo. Le famiglie italiane non ce la fanno a reggere questo tipo di impatto, occorre innanzitutto intervenire nel settore carburanti, applicando al più presto e nel modo più completo le liberalizzazioni, l’ unico modo per arrestare i continui rialzi inflattivi. In questo modo, secondo le nostre stime, i prezzi al consumo deibeni di prima necessità, primi fra tutti benzina e alimentari potrebbero subire una riduzione pari, complessivamente, al 7%. Una neRILANCIARE I CONSUMI Rincara il cosiddetto carrello della spesa cessaria quanto agognata boccata d’ ossigeno per i consumatori». Per la Federalimentare invece gli aumenti dell’ inflazione sono dovuti anche «alla crescita dei costi energetici e agli effetti negativi del blocco dei tir e del maltempo». La Coldiretti ha fatto un’ analisi partendo dai dati dell’ Istat, sottolineando come «benzina, trasporti e logistica incidono complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e della verdura e solo nelle campagne il caro gasolio haprovocato un aggravio di costi stimabile in 400 milioni di euro su base annua. A subire gli effetti del record nei prezzi è però l’ intero sistema agroalimentare, dove si stima cheun pastopercorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole» «Il maggior aggravio» continua la Coldiretti«è per quei prodottiimportatiche devonopercorrere lunghedistanze prima di giungere a tavola. A causa di questi rincari il costo familiare per trasporti, combustibili ed energia elettrica ha superato quello per alimenti e bevande con il prezzo di un litro di benzina ha infatti scavalcato anche quello di un chilo di pasta e di un litro di latte fresco, solo per fare altri esempi». Il Codacons dal canto suo spiega: «Per una famiglia di 3 persone, l’ aumento sarà pari a 567 euro su base annua. Per una famiglia di 4 persone, invece, andare al mercato a fare la spesa di tutti i giorni comporta un rincaro di 613 euro. Soldi, questi, che certamente non arriveranno in più in busta paga o nelle pensioni non indicizzate».? rincari sul costo del petrolio, un litro di benzina costava 1,40 euro, oggi per la stessa quantità, e con una situazione più favorevole sul fronte dell’ oro nero, ce ne vogliono circa 1,90. Chi dovesse fare un giro sul sito governativo, l’ osservaprezzi.it, si ritroverebbe di fronte alla totale assenze di iniziative, per quanto riguarda gli ultimi anni. Il sito infatti riporta in home page, con orgoglio, le attività svolte nel biennio 2008-2009: iniziative.
 



 
 

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