Benzina e alimentari boom la spesa è sempre più cara Pane e pasta, rialzi record. Ma l’ inflazione frena
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fonte:
- Avvenire
Benzina e alimentari boom la spesa è sempre più cara Pane e pasta, rialzi record. Ma l’ inflazione frena
DA MILANO GREGORIO MASSA I l tasso d’ inflazione annuo ha segnato un lieve rallentamento a gennaio, passando al 3,2% dal 3,3% di dicembre. Lo rileva l’ Istat nel suo ultimo rapporto, dove emerge un ulteriore aumento dei prezzi su base mensile dello 0,3%. A preoccupare sono gli aumenti dei carburanti: il mese scorso, il prezzo della benzina è salita del 17,4% (dal +15,8% di dicembre) su base annua, e del 4,9% su base mensile. Il rincaro più alto riguarda però il gasolio, salito del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre), il rialzo più alto dal luglio del 2008, e del 4,7% sul piano congiunturale. Resta quindi ampia la forbice tra il livello complessivo dei prezzi al consumo e il carrello della spesa, ovvero l’ insieme dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, rincarato del 4,2% su base tendenziale. In generale, è tutto il capitolo energia che ha messo a segno una vera e propria fiammata: dai dati tendenziali, l’ elettricità è salita dell’ 11,2%, il gas naturale del 16% e il gasolio da riscaldamento del 15,2%. In generale, analizzando i settori, sono le spese per l’ abitazione (dagli affitti alle bollette) a far segnare il rialzo maggiore (+7,4%), seguiti da trasporti, alcolici e tabacchi. A livello territoriale, invece, i rincari più forti hanno riguardato Potenza (+5%), L’ Aquila e Venezia (entrambe +4%). Le variazioni più moderate, invece, si sono registrate ad Ancona e a Firenze (per entrambe +2,7%). A gennaio, quindi, l’ inflazione ha fatto un passo indietro ma non tale da cambiare le carte in tavola. E questo mese sul fronte prezzi, viste le complicazioni provocate dal maltempo, non promette bene. Le reazioni dei consumatori non si sono fatte attendere: il Codacons calcola «una stangata che, per il solo carrello della spesa, equivale per una famiglia di tre persone a un aggravio di 567 euro su base annua, e per una di quattro a 613 euro». Ancora peggiori sono le previsioni di Federconsumatori e Adusbef: «Gli aggravi per le famiglie saranno di oltre 1.218 euro annui». «Se si vuole salvare gli italiani occorre fermare l’ emorragia verde’» ha fatto l’ Adoc, a proposito dei costi della benzina che, «essendo aumentata del 17% nell’ ultimo anno, mentre il gasolio è salito del 25%, hanno fatto diventare l’ Italia il Paese europeo più caro al momento del rifornimento. Un anno di rifornimenti costa in media 3.240 euro ad un italiano, il 12% in più della media europea, con un aggravio di spesa pari a circa 350 euro annui». I rincari dei carburanti, aggravati dalle maggiori accise e dal rialzo dell’ Iva, ha aggiunto l’ associazione, «comportano anche un aumento dei costi dei beni trasportati, in particolar modo gli alimentari che, infatti, hanno subito rialzi medi di circa il 5%, ma con punte pesantissime del 15-20% per alcuni prodotti. Se a questo aggiungiamo i rincari per energia e gas, il quadro è completo e tristemente cupo». «La crescita del 4,2% del carrello della spesa degli italiani a gennaio – ha sottolineato Federalimentare a commento dei dati diffusi dall’ Istat – sconta soprattutto il grande aumento dei costi energetici, che nel 2011 hanno segnato un incremento medio del +11,3%, con uno spunto a dicembre del +13,7%. I prodotti dell’ industria alimentare, infatti, hanno segnato nel 2011 un incremento medio del 2,4%, ben al di sotto del tasso di inflazione del 3,2%, confermando così i propri meriti calmieratori’. I dati di gennaio, inoltre, sono stati fortemente influenzati – conclude Federalimentare – «dal fermo dell’ autotrasporto e dalle rigide condizioni meteorologiche». Spicca soprattutto il +25,5% segnato dal gasolio, il livello più alto dal luglio 2008, la verde è salita del 17,4% E si temono nuove stangate in arrivo.
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