18 Febbraio 2012

Benzina ancora più cara: la verde a 1,810

Benzina ancora più cara: la verde a 1,810

 
ROMA Ennesimo record per benzina e diesel. Con i rialzi arrivati ieri nei distributori dell’ Ip, la verde è salita fino a 1,810 euro e il diesel a 1,749. Cifre mai viste prima e che, secondo le associazioni dei consumatori, si traduco per gli automobilisti italiani in rincari annuali di oltre 400 euro. Oltre a Ip, anche gli altri marchi hanno ritoccato al rialzo tanto che, secondo il monitoraggio di Staffetta Quotidiana, solo Eni, Esso e TotalErg mantengono la benzina sotto gli 1,80 euro. Le punte sono anche più alte a livello locale. In alcune regioni, dove le accise sono più alte, i prezzi della verde sfiorano infatti gli 1,9 euro al litro, con picchi per il diesel di oltre 1,77 euro. E i rincari registrati ieri potrebbero non essere gli ultimi. Secondo la Figisc Confcommercio, nei prossimi giorni arriveranno infatti nuovi aumenti di circa un centesimo al litro. Anche perchè le quotazioni del petrolio continuano a salire, sia negli Stati Uniti che in Europa, dove il Brent viaggia ormai sui 120 dollari al barile. In questi giorni, spiega l’ Unione petrolieri, «nuovi livelli record sono stati raggiunti sia dal greggio che dai prezzi dei carburanti sui mercati internazionali, in particolare nel Mediterraneo dove la benzina ha toccato il record storico assoluto con 0,629 euro al litro, circa 12 centesimi in più dello stesso periodo dello scorso anno». A farne le spese sono ancora una volta i portafogli delle famiglie. Adusbef e Federconsumatori calcolano aggravi di 408 euro l’ anno per la benzina e ben 468 per il diesel. Anche perchè, nota il Codacons, il costo di un solo pieno è aumentato di 14 euro per la verde e di 17 per il gasolio. L’ allarme arriva anche dalla Cisl: «il Governo Monti – afferma il segretario generale Raffaele Bonanni – deve affrontare davvero di petto la questione dell’ aumento della benzina e del gasolio, sterilizzando le accise e l’ iva, perchè la situazione per i lavoratori e le imprese sta diventando davvero insostenibile». A soffrire è in particolare il settore agricolo: «In un anno – denuncia Confagricoltura – i costi agricoli per i carburanti hanno avuto un incremento del 10,27%. Ora è arrivata la nuova raffica di rincari che aggrava una situazione già oggettivamente insostenibile per le aziende agricole, e pone seriamente a rischio le coltivazioni e gli allevamenti». Ma si sa i petrolieri da quell’ orecchio non ci sentono e non ci pare che il governo abbia intenzione di intervenire in questa vicenda.

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