22 Febbraio 2012

Il presidente Manzini replica alle accuse «Se non lo facessimo si ferirebbe da solo»

Il presidente Manzini replica alle accuse «Se non lo facessimo si ferirebbe da solo»

«QUEL ragazzo se ha le mani libere si fa del male da solo, si graffia, si percuote, fino a farsi sanguinare le orecchie, lo facciamo per una questione di sicurezza, è l’ unico modo. Anzi, ci sarebbe un’ alternativa; tramortirlo di farmaci ma questa non è la nostra scelta, questa è una struttura per persone?. Il Charitas, tramite il presidente Giovanni Manzini, alza tutti gli scudi contro la pioggia di accuse che gli arriva dal Codacons e dalla onlus ?L’ alleanza’, l’ associazione che opera all’ interno dell’ istituto e che critica alcuni aspetti della gestione. «I nostri programmi, le nostre metodologie ? spiega il professor Giovanni Manzini, presidente della struttura ? sono pianificati ed elaborati da uno staff di medici ed esperti qualificati e non solo, vengono mostrati, concordati con la famiglia dell’ ospite. Il padre di quel ragazzo trascorre due ore al giorno qui ed è lui stesso a chiederci di legargli le mani». Una struttura che ospita circa 90 pazienti, persone segnate da forti disabilità fisiche e psichiche. Uno staff di circa un centinaio di persone tra operatori socio sanitari, educatori, medici e infermieri. «Su ogni 7 pazienti ? spiega la coordinatrice del personale Chiara Arletti ? ci sono costantemente 2 operatori; nessuno è mai abbandonato, nemmeno la notte». Mentre giriamo per i corridoi puliti e luminosi al piano terra dell’ istituto ci vengono mostrate le camere da letto, i bagni di tre tipi diversi a seconda della disabilità, ci vengono indicate le vasche speciali dove i pazienti vengono lavati uno ad uno. «NOI siamo in contatto con circa 170 genitori ? prosegue Manzini ? a lamentarsi sono solo un gruppetto di una decina di persone supportati da quell’ associazione». Al centro del corridoio c’ è la sala di ricreazione. Più avanti uno dei fiori all’ occhiello della struttura; due postazioni con monitor che controllano simultaneamente tutte le stanze, anche di notte. «Non meno di due mesi fa a Toronto in Canada ? dice orgoglioso Manzini ? ci hanno preso come esempio, ci chiamano dal Giappone per studiare il nostro metodo di lavoro». Anche Lega Moderna, il gruppo fondato da Walter Bianchini e Nicola Rossi, ha percepito situazioni di difficoltà all’ interno del Charitas. Insieme alla responsabile per la Sanità dell’ associazione, Rossana Reggiani, hanno annunciato una richieste di approfondimenti al Comune. «Siamo stati contattati da genitori di disabili ospiti del Charitas che ci hanno segnalato una serie di elementi critici. Dopo l’ incontro ci siamo riproposti di approfondire le argomentazioni richiedendo in Comune, tramite un accesso atti formale, tutta la documentazione necessaria per valutare la situazione. Le denunce ? scrivono i tre ? riguardano la carenza del numero di operatori; la carenza nell’ attuazione del piano di attività individuale; le lacune nel percorso assistenziale-riabilitativo esterno. Intendiamo offrire il nostro contributo non solo per denunciare le gravi lacune, qualora fossero confermate, ma anche perché si giunga ad una soluzione». e. z.

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