21 Febbraio 2012

La benzina punta ai 2 euro al litro «Nuova stangata da 19,50 euro a pieno»

La benzina punta ai 2 euro al litro «Nuova stangata da 19,50 euro a pieno»

Il Codacons: «In un anno incremento del 25,8%». Adoc: «L’Italia più cara d’Europa, +12% sulla media Ue»

MILANO – Non si arrestano i rincari per la benzina. Una stangata che – secondo il Codacons – per un pieno di benzina si traduce in 19,50 euro a pieno, considerato che il 20 febbraio 2011 si pagava mediamente, con servizio, 1,510 euro/litro. Un incremento del 25,8%. Per questo «il ministro Corrado Passera deve convocare immediatamente, ad un unico tavolo di confronto, le associazioni di rappresentanza delle compagnie petrolifere, quelle dei gestori degli impianti e le associazioni di consumatori per stabilire regole ben più efficaci di quelle ridicole e per certi versi offensive attualmente previste nel decreto sulle liberalizzazioni». Secondo il Codacons, inoltre, «le insegne vanno rese obbligatoriamente luminose, vanno poste in alto vicino all’insegna del distributore e le sanzioni attualmente previste per chi non aggiungerà, entro il 31 dicembre 2012, la modalità di rifornimento senza servizio, vanno applicate anche per il mancato adeguamento della cartellonistica».


FAMIGLIE E AGRICOLTURA – «Si tratta di un rialzo mai visto, che risulta assolutamente insostenibile per le tasche delle famiglie e degli imprenditori agricoli» afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. «Il prezzo del carburante ha ormai scavalcato di netto quello di molti prodotti di prima necessità: un litro di benzina – ricorda la Cia – costa praticamente il doppio di un litro di latte sullo scaffale (1 euro) e addirittura cinque volte di più il prezzo alla stalla pagato agli agricoltori (35 centesimi). Ma ha superato per esempio anche il costo medio di 1 kg di arance (1,76 euro) o di 1 kg di pasta di semola di grano duro (1,70 euro) o anche di una confezione da sei di uova (1,50 euro). La situazione è molto grave – prosegue la Cia – secondo cui i rincari di benzina e gasolio continuano a trascinare in alto anche i prezzi alimentari. Non bisogna dimenticare che trasporti e logistica incidono per il 35-40 per cento sui listini finali di frutta e verdura dato che in Italia praticamente 9 prodotti su 10 viaggiano su gomma. E` quindi evidente che i continui aumenti delle quotazioni dei carburanti ‘contagianò in negativo la spesa per il carrello alimentare degli italiani. Ecco perché ora è sempre più indispensabile un intervento mirato per ridurre il peso dei carburanti sulle famiglie e sul settore primario.


IN EUROPA – «Con un costo medio di 1,80 euro al litro, l’Italia è diventato il Paese più caro d’Europa dove fare benzina». Lo afferma l’Adoc, calcolando che nel nostro Paese «per un pieno si spende in media il 12% in più che nel resto d’Europa», con una differenza in un anno «di 350 euro». «Un anno di rifornimenti costa in media 3.240 euro, il 12% in più della media europea, con un aggravio di spesa pari a circa 350 euro annui – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – l’Italia è il Paese europeo con i costi più alti dei carburanti. Si spende il 10% in più che in Francia, il 7% in più che in Germania, il 20% in più della Svizzera e poco meno del 30% in più che in Spagna. Un pieno oggi costa 90 euro, in Europa mediamente si spendono 80 euro, in Svizzera si spendo circa 15 euro in meno ad ogni rifornimento. I continui aumenti, aggravati dalle maggiori accise e dal rialzo dell’Iva, stanno dissanguando le famiglie italiane».

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