Concordia, tracce di coca sui capelli di Schettino
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fonte:
- Il Messaggero
Concordia, tracce di coca sui capelli di Schettino
ROMA – Una traccia di cocaina che, però, non deriverebbe dall’ assunzione diretta di sostanze ma dal contatto con qualcuno che ne faceva uso. Sono controversi i risultati della perizia tossicologica su capelli e urine di Francesco Schettino. Perché il documento prodotto dall’ esperto nominato dalla procura esclude che il comandante fosse un consumatore abituale di stupefacenti, anche se sulla parte esterna del capello risulta una contaminazione quasi impercettibile da cocaina che però sarebbe dovuta allo sfioramento dei capelli da parte di qualcuno che aveva maneggiato la polvere bianca. Un dubbio però resta, almeno secondo il Codacons che dopo aver assistito alla perizia coi proprio legali ora contesta i risultati e chiede nuovi accertamenti. In realtà, gli esami ordinati dalla procura di Grosseto hanno fatto discutere fin dal principio. Colpa del caos iniziale, i prelievi sono stati fatti quattro giorni dopo l’ affondamento della Concordia, quando ormai era impossibile ricostruire se in quelle ore Schettino avesse assunto droga o alcol. L’ unico punto che poteva essere ancora chiarito era verificare se il comandante fosse oppure no un consumatore abituale di stupefacenti. I consulenti del Codacons, però, contestano i risultati come «inattendibili»: «Queste analisi – spiega l’ associazione in un comunicato – accertano anche l’ assenza di sostanze di abuso nelle urine, compresa l’ assenza di benzodiazepine, che al contrario sarebbe dovuta essere presente dal momento che il comandante della Concordia aveva dichiarato di aver assunto ansiolitici». Altro giallo: dai verbali pubblicati sinora Schettino appare assolutamente certo di non aver assunto alcunché. Tanto che avrebbe dato il proprio consenso ai prelievi sostenendo appunto di non essere consumatore né di droghe né di medicine. «Non abbiamo ricevuto comunicazioni, per noi il risultato è negativo», dicono infatti i suoi legali: «Non sappiamo dove il Codacons abbia preso queste informazioni ma dovranno giustificarsi». In ogni caso, il consulente del Codacons Settimio Grimaldi ora chiede «nuove e approfondite indagini per capire da dove provenga la cocaina rinvenuta sui capelli di Schettino» e l’ associazione ha presentato un’ istanza che è anche un attacco alla procura: «La presenza nel contenitore di carta dei capelli dello Schettino è chiaramente indice di cattiva conservazione del campione». Tutte mosse che a Grosseto non sono piaciute. Tanto che il perito Marcello Chiarotti ribatte: «Gli accertamenti sui campiono biologici di Francesco Schettino sono stati conclusi e hanno prodotto risultati analitici utili per rispondere con certezza ai quesiti posti dalla procura». Nel frattempo, ieri pomeriggio il procuratore Verusio ha riunito magistrati e investigatori per valutare le prossime mosse. E già da lunedì sono attesi nuovi avvisi di garanzia che potrebbero allargare il circolo dei presunti responsabili del disastro. Anche toccando i vertici della Costa crociere. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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