15 Febbraio 2012

Telefonate spot, un registro per difendersi

Telefonate spot, un registro per difendersi


Luisa Maradei «Pronto? La nostra azienda vorrebbe proporle nuovi prodotti». «No, grazie. Non mi interessano». «Buongiorno, questo mese abbiamo un’ offerta imperdibile…». «Non mi serve nulla e non voglio più essere disturbata!». Telefonate come queste dovrebbero essere un lontano ricordo grazie al Registro delle Opposizioni, uno strumento di contrasto al marketing telefonico selvaggio, di tutela degli abbonati il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, introdotto in Italia grazie alle nuove regole sul telemarketing contenute nel decreto 178 del 2010 e diventate operative il 1 febbraio del 2011. In questi giorni il Registro istituito dal Ministero dello Sviluppo economico e gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni, compie un anno con circa 900mila utenti iscritti che hanno manifestato la loro volontà di non ricevere più telefonate indesiderate e 340 aziende che lo «interrogano» quotidianamente per confrontare i propri elenchi con quelli del Registro e aggiornarli. Un compleanno che rappresenta anche un bilancio di gestione. «Soddisfacente» per l’ avvocato Alessandro Luciano, presidente della Fondazione Bordoni. «Deludente» per molte associazioni di consumatori che lamentano una scarsa conoscenza dello strumento e una scarsa efficacia. Ma vediamo prima come funziona. Chi decide di non voler ricevere più telefonate promozionali e dire uno stop definitivo al telemarketing delle aziende, deve comunicarlo al Registro delle Opposizioni inviando una richiesta con un modulo elettronico sul sito web (www.registrodelleopposizioni.it), per posta elettronica ([email protected]), telefonando al numero verde 800.265.265, inviando una lettera raccomandata alla casella postale 7211 dell’ Ufficio Roma Nomentano o un fax 06.54224822. Tutto questo per dire basta alle telefonate. Le aziende che vogliono avviare campagne promozionali di telemarketing devono confrontare i propri elenchi con quelli del Registro, pagando una tariffa che, da quest’ anno il Ministero dello sviluppo economico ha deciso di dimezzare, perché era considerata troppo onerosa. Così facendo l’ abbonato iscritto al Registro non dovrebbe ricevere più telefonate da nessun operatore. Un meccanismo adottato in altri paesi europei ma che non soddisfa a pieno i consumatori italiani. «Non è servito a fermare il telemarketing selvaggio» dichiara Giuseppe Ursini, legale rappresentante del Codacons, associazione presieduta da Carlo Rienzi. «Anzi nei primi mesi gli abbonati iscritti continuavano a ricevere telefonate indesiderate e poi gli operatori di telemarketing più aggressivi adesso usano altri strumenti: per esempio gli sms sui cellulari. Molto più subdoli e che fanno maggiore presa sugli adolescenti» dice. E aggiunge: «Per stroncare il fenomeno sarebbe meglio potenziare l’ ottimo servizio di polizia postale e aggravare il sistema sanzionatorio». Tranchant il giudizio di Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori: «Il Registro? Bisognerebbe abolirlo. prima era necessario dare il proprio consenso alle telefonate adesso bisogna registrarsi per manifestare il dissenso». E poi una nota sulle spese: «È costato troppo». Per Lucio Golino (Adusbef) il Registro è un perfetto sconosciuto ai più: «Se riceviamo meno telefonate promozionali è solo perché le aziende, dopo le figuracce e le scorrettezze degli anni passati, hanno cambiato strategia di marketing». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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