Benzina senza freni: 1,87. E al Sud il diesel più caro
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fonte:
- Il Mattino
Benzina senza freni: 1,87. E al Sud il diesel più caro
Cinzia Peluso Weekend di rincari per gli automobilisti. La corsa pazza di benzina e gasolio non si è fermata. Ma gli aumenti sono ancora a macchia di leopardo. Il picco massimo per il diesel è stato toccato al Sud, a 1,77 euro. Mentre in alcune zone del Centro i listini della verde hanno raggiunto la vetta di 1,87 euro al litro. Oltre la media nazionale di 1,79. Consumatori discriminati, quindi, a seconda della residenza. I più fortunati sono quelli che vivono al Nord nelle zone di confine. Qui il pendolarismo per il pieno premia. Ma lungo lo Stivale le differenze di prezzo tra una zona e l’ altra si sentono. Possono raggiungere anche i 20 centesimi. 10 euro in meno o in più per un pieno di carburante da 50 litri. Disparità che si spiegano, da un lato, con le accise regionali applicate solo in alcune Regioni, dall’ altro con i differenti comportamenti dei gestori. Gli aumenti. In un anno il contatore degli aumenti della verde ha segnato uno scatto di 34 centesimi. Da 1,46 si è passati a 1,80 euro al litro. Un rincaro che ha pesato sulle famiglie per ben 408 euro. Senza contare i costi indiretti. Già, perché la maggior parte delle merci in Italia viaggia su gomma. E quindi i prezzi sono strettamente dipendenti anche da quelli dei carburanti. Ma ecco il quadro aggiornato dell’ ultima scalata di benzina, gpl e gasolio. Il consueto monitoraggio di Quotidiano Energia evidenzia che la benzina oscilla da un minimo di 1,785 euro al litro del marchio Q8 agli 1,794 euro di Tamoil. La forchetta dei rincari del diesel è invece compresa tra 1,726 euro (Q8) e 1,736 euro (Tamoil). E c’ è un vero exploit del Gpl. La media sale fino a quota 0,814 euro. Impennata dovuta forse all’ ondata di freddo che ha scatenato la domanda di propano e butano per riscaldamento. Le polemiche. Il salasso continuo scatena ancora una volta le ire dei consumatori. Meno tasse e speculazioni, liberalizzazioni più incisive. È l’ appello lanciato al governo da Federconsumatori, Adusbef e Codacons. «Ogni aumento agisce da moltiplicatore micidiale su tutti i prezzi e le tariffe», avvertono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. E il Codacons chiede che nel decreto sulle semplificazioni, che è in fase di conversione, siano previste nuove norme per aprire distributori di carburanti. Secondo l’ associazione, una maggiore trasparenza del prezzo si potrebbe ottenere sia abolendo i millesimi, sia pubblicando sul sito del ministero dello Sviluppo tutti i prezzi giornalmente applicati dai benzinai. Inserendo il nome del comune, si potrebbero così confrontare i prezzi in tempo reale. Per alzare il velo sulla «tassa occulta dei grandi gruppi petroliferi, Matteo Mauri, responsabile Trasporti del Pd, invoca invece maggiori controlli e punizioni severe contro le speculazioni e gli accordi di cartello. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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