Tutto congelato tranne la benzina
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fonte:
- La Stampa
verde a 1,8 euro/litro e gasolio a 1,74. i consumatori: il governo fermi la speculazione.
Fra molte polemiche e accuse di speculazioni i prezzi della benzina e del gasolio continuano la loro corsa. Non si può tirare in ballo il petrolio, che oscilla da tempo attorno allo stesso valore (sui 100 dollari al barile) e neanche le accise, che sono state sì aumentate, ma un po’ di tempo fa, e non spiegano questi rincari dei carburanti giorno dopo giorno. Le compagnie petrolifere puntano il dito sull’ aumento delle quotazioni internazionali Platts. Secondo Staffetta Quotidiana ieri hanno rimesso mano ai listini Esso, Ip, Tamoil e TotalErg. Così il prezzo massimo della benzina ha toccato 1,801 euro (negli impianti Tamoil) mentre il gasolio ha sfiorato 1,74 euro (1,739 euro presso TotalErg). Secondo le associazioni dei consumatori è tutta una speculazione. Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e di Adusbef, dicono che la corsa dei prezzi in questo momento di crisi «risulta insostenibile per gli automobilisti e per tutti i cittadini. Dall’ inizio dell’ anno il prezzo della benzina è cresciuto di 9 centesimi al litro, che si traducono in un aggravio annuo di 108 euro per costi diretti e di circa 87 euro per costi indiretti». A nome del Codacons Carlo Rienzi alza la valutazione complessiva a 204 euro. Federconsumatori e Adusbef chiedono al governo di «intervenire in maniera determinata» sul settore. Prima di tutto «operando con maggiore efficacia sul versante delle liberalizzazioni, ancora del tutto marginali e poco incisive per quanto riguarda i carburanti. È necessario disporre un serio piano di controlli e di verifiche sul meccanismo di formazione dei prezzi, per contrastare in maniera decisa le intollerabili speculazioni che spesso si verificano in questo settore». I benzinai tengono a far sapere che loro non hanno colpe. In particolare i gestori aderenti alla Faib-Confesercenti «respingono con forza la criminalizzazione di un’ intera categoria che nulla ha a che fare con gli aumenti indiscriminati del prezzo dei carburanti, decisi dalle compagnie petrolifere». «Gli incrementi – dice il presidente Martino Landi – sono decisi a monte, e non a valle della catena distributiva, e i gestori ne sono vittima almeno quanto le imprese del settore agroalimentare e dei consumatori». A dimostrazione del danno subìto, Landi spiega che «l’ erogato medio nelle ultime settimane è diminuito del 30%, con punte del 40 per cento in autostrada», cioè i gestori vendono molto meno benzina e molto meno gasolio. «Noi siamo disponibili a qualunque controllo, ma sarebbe ora di smetterla di criminalizzare sempre la categoria dei gestori a ogni aumento del prezzo dei carburanti. L’ Italia sta vivendo una situazione di emergenza che riguarda tutti i settori, bisogna impegnarsi per superarla nel migliore dei modi». Gli agricoltori della Coldiretti segnalano che «in un Paese come l’ Italia, dove l’ 88% dei prodotti e delle merci arriva a destinazione viaggia su gomma, il record dei prezzi dei carburanti ha un effetto-valanga sulla spesa. C’ è un aumento generale dei costi di trasporto, oltre che di quelli della i produzione, della trasformazione e della conservazione. Benzina, trasporti e logistica incidono complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e verdura. Nelle campagne – il caro-gasolio ha provocato un aggravio di costi stimabile in 400 milioni di euro su base annua. A subire gli effetti del record nei prezzi, incalza la Coldiretti, « è però l’ intero sistema agroalimentare, dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2 mila chilometri prima di giungere sulle tavole». Il Codacons: fra costi diretti e indiretti un aggravio medio di 204 euro l’ anno Coldiretti: ci sarà un effetto-valanga sull’ 88% delle spese delle famiglie.
luigi grassia.
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