Il record è servito Benzina a 1,8 euro I gestori: stop all’ esclusiva dei petrolieri o scioperiamo
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fonte:
- Avvenire
Il record è servito Benzina a 1,8 euro I gestori: stop all’ esclusiva dei petrolieri o scioperiamo
DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO N uova fiammata dei prezzi della benzina. La verde ieri è arrivata a quota 1,8 euro al litro, e un pieno adesso può costare fino a 90 euro, 15 euro in più rispetto a un anno fa, quando si arrivava a 75 euro. Nemmeno il decreto liberalizzazioni del governo Monti con le novità messe in campo ha finora smosso il mercato: il 23 gennaio scorso un litro di verde si comprava a 1,75 euro e per un pieno si pagavano 87,5 euro, 2 euro e mezzo in meno di oggi. Se la verde ha oscillato ieri tra il minimo di 1,775 euro al litro e il massimo di 1,801 euro, è record anche per il diesel, che sfiora 1,74 euro. «Sui prezzi alla pompa si riversano gli aumenti dei prezzi internazionali che si sono verificati lunedì – spiega Staffetta Quotidiana – . È stata in particolare la quotazione del gasolio a fare un balzo notevole, tornando dopo circa un mese al di sopra dei mille dollari la tonnellata, mentre la benzina è stabilmente oltre quota mille a partire dal 25 gennaio». Dopo l’ aumento deciso martedì da Eni, ieri mattina hanno messo mano ai listini Esso, Ip, Tamoil e TotalErg: per la prima si sono registrati lievi ritocchi sia sulla benzina (+0,3 centesimi a 1,775 euro/litro) che sul gasolio (+0,1 centesimi a 1,7631 euro/litro). Per Ip rialzo sul solo diesel: +1 centesimo a 1,733 euro/litro. Per Tamoil l’ aumento è stato di 1,5 centesimi su entrambi i prodotti, rispettivamente a 1,801 euro/litro e 1,735 eu- ro/litro. Infine, TotalErg: +1 cent su entrambi i prodotti con la verde a 1,794 euro/litro e il diesel a 1,739 euro/ litro. A livello nazionale, la verde è arrivata quindi a oscillare tra il minimo di 1,775 euro al litro e il massimo di 1,801 euro. Il gasolio è compreso tra un minimo di 1,720 euro e un massimo di 1,739 euro. E le polemiche divampano. «La corsa dei prezzi di carburanti in questo momento di crisi, è insostenibile per gli automobilisti e per tutti i cittadini » hanno protestato Federconsumatori e Adusbef, ricordando come, «da inizio anno, il prezzo della benzina è cresciuto di 9 centesimi al litro, che si traducono in un aggravio annuo di 108 euro per costi diretti e di circa 87 euro per costi indiretti». «Sui prezzi dei carburanti è in atto l’ ennesima ‘speculazione da maltempo’ a danno degli automobilisti» denuncia il Codacons, che «in nome della trasparenza del prezzo», ha chiesto nuovi provvedimenti, come «l’ eliminazione dei millesimi dai listini, e la creazione di un sito Internet attraverso il quale i benzinai siano tenuti a comunicare giornalmente il prezzo applicato, ed il consumatore, inserendo il nome del Comune, possa verificare tutti i listini praticati in quel giorno nella propria zona e scegliere il distributore più conveniente». Ma i gestori non ci stanno a essere criminalizzati, ha fatto sapere Martino Landi della Faib Confesercenti. «Non abbiamo nulla a che fare con gli aumenti indiscriminati decisi dalle compagnie petrolifere. Noi siamo semmai le vittime, almeno quanto le imprese del settore agroalimentare e i consumatori». E spiega: «L’ erogato nelle ultime settimane è diminuito del 30%, con punte del 40% in autostrada ». E ieri pomeriggio i gestori hanno anche ventilato la minaccia di uno sciopero: stop all’ esclusiva dei petrolieri nella distribuzione dei carburanti, o incroceremo le braccia. A confermarlo, lo stesso Landi assieme al presidente della Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo, a margine dell’ audizione in commissione Industria del Senato sul decreto legge liberalizzazioni: entrambi avevano chiesto che nel provvedimento fosse inserita la norma, circolata nelle bozze ma assente nel documento approvato dal governo, che poneva fine all’ esclusiva dei petrolieri per la distribuzione del carburante. «Siamo delusi – ha detto Di Vincenzo – . Il decreto mantiene lo status quo», mentre il ricorso al libero mercato «è l’ unica cosa in grado di far scendere i prezzi». Secondo i gestori, i prezzi scenderebbero di 10 centesimi al litro, con un risparmio per le famiglie di 4 miliardi di euro l’ anno. L’ eliminazione dell’ esclusiva, ha aggiunto Landi, «è l’ unico modo per abbassare i prezzi che oggi fanno i petrolieri ». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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