Colosseo, il Tar in campo «Depositate tutti gli atti»
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fonte:
- Corriere della Sera
l’ autorità per gli appalti dà l’ ok al restauro.
L’ ordine del Tar è perentorio, anche se segue i criteri e le scadenze ordinarie. Entro un mese debbono essere depositati tutti i documenti sull’ affidamento a Diego Della Valle dei lavori di restauro del Colosseo. La disposizione è rivolta al Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma ed Ostia Antica, al ministero per i Beni culturali e all’ Antitrust. La decisione del consigliere delegato della I sezione del Tribunale amministrativo regionale, Roberto Politi, è stata presa nell’ ambito del ricorso proposto dal Codacons per contestare la legittimità di un’ operazione il cui contratto prevede l’ erogazione da parte del gruppo industriale di 25 milioni di euro per la realizzazione di interventi di restauro dell’ Anfiteatro Flavio. L’ udienza di discussione è stata fissata per il 7 marzo. In particolare – si legge nell’ ordinanza dei giudici amministrativi – dovranno essere consegnati «i verbali, anche di riunione e di incontro, note ed atti di istruttoria compiuti, che hanno condotto a ritenere le offerte “non appropriate”, comprensivi delle schede di valutazione dell’ apposita Commissione esaminatrice (con curricula vitae dei componenti), comprensivi delle “relazioni di progetto”». Insomma, tutto ciò che è necessario per stabilire se la scelta sia stata trasparente e se i componenti dell’ organismo incaricati delle valutazioni abbiano agito per interessi personali o fattori esterni. Ma c’ è di più. Il Tar vuole sapere anche se ci siano stati eventuali «approfondimenti intercorsi con il soggetto promotore» e prendere visione della «nota del 10 gennaio 2011 con cui l’ ufficio legale del ministero per i Beni culturali ha espresso l’ opportunità di approfondimenti in ordine all’ offerta Tod’ s, nonché ulteriori atti e verbali intervenuti nel tempo». Proprio ieri l’ Autorità per gli appalti ha esaminato il contratto di sponsorizzazione. La valutazione è che l’ accordo «di puro finanziamento per il restauro del Colosseo» non è sottoposto alla disciplina del Codice dei contratti bensì alle norme di contabilità di Stato e «non appare in contrasto con i principi di legalità, buon andamento e trasparenza dell’ azione amministrativa». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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