«Non siamo un museo dell’ orrore Codacons non faccia del catastrofismo»
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fonte:
- La Nazione
ortelli polemizza con l’ associazione dei consumatori i due volti dell’ isola alcuni soccorritori che osservano il relitto della concordia. due «turisti» che scattano una foto ricordo.
LE RICERCHE continuano sulla Concordia. Le operazioni sono state interrotte nella parte del relitto che si trova sott’ acqua. E anche ieri non è stato possibile lavorare in mare a causa delle condizioni del tempo. I vigili del fuoco si sono quindi calati dagli elicotteri direttamente sullo scafo, per continuare a cercare i superstiti nella parte emersa della nave da crociera. «Aspettiamo ? afferma il sindaco, Sergio Ortelli ? che le condizioni del mare migliorino. In questo momento tutti stiamo facendo il possibile». Non gli sono piaciute le parole del Codacons, che nei giorni scorsi era arrivato a chiedere le dimissioni di Franco Gabrielli per la gestione dell’ emergenza. E così Ortelli prende le distanze dall’ associazione dei consumatori. «RIBADIAMO l’ assoluta competenza dell’ amministrazione comunale a rappresentare l’ intera comunità in una futura ipotesi di vertenza per danno generalizzato ? ribadisce il sindaco ? nonché a sostenere il rispetto dell’ ambiente che spesso genera gratuiti catastrofismi che risultano estremamente negativi nel concepire il futuro ambientale ed economico dell’ isola. Invitiamo pertanto il Codacons, con doveroso rispetto, ad astenersi nelle definizioni gratuite attribuite all’ isola che oggi non rappresenta né un ?museo dell’ orrore’ né il catastrofismo paventato dallo stesso e da talune organizzazioni dell’ ambientalismo estremo bensì un luogo dell’ Italia nel quale si è consumata una tragedia umana. L’ avvocato Carlo Rienzi (il presidente dell’ associazione dei consumatori) dovrebbe invece ringraziare pubblicamente i soccorritori che hanno dimostrato a tutto il mondo, anche davanti ai suoi esposti, di costituire il lato buono dell’ Italia». «NON ABBIAMO alcuna intenzione di candidarci alle prossime elezioni sull’ isola ? replicano da Codacons ? e quindi non siamo interessati a prendere il posto degli amministratori locali, che sanno fare bene il proprio mestiere, visto il successo turistico registrato dal Giglio negli ultimi anni e la cura nella tutela del patrimonio paesaggistico. Codacons non obbliga nessuno a fare qualcosa ma si limita a informare l’ amministrazione e i cittadini circa le varie opportunità per la definizione di un gravissimo evento. Quanto alla definizione dell’ isola come ?museo dell’ orrore’ questa non proviene dalla nostra associazione ma da altri soggetti, anche se il Codacons ritiene che effettivamente la sfilata di cittadini che si recano al Giglio per osservare il relitto della nave rappresenti un elemento negativo che attesta un degrado sociale da evitare». Gli scatti del turismo nato attorno al disastro si fanno frequenti e le foto con il relitto sullo sfondo stanno facendo il giro del web. «Sono curiosi che arrivano soprattutto il fine settimana ? spiega il sindaco ? ma non intralciano le operazioni e a parte il dubbio gusto non creano difficoltà».
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