Provincia in rosso, scatta la stangata sulla Rc Auto
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fonte:
- Il Mattino
Nuova stangata in arrivo. E questa volta la scure si abbatterà sulle auto: ad aumentare saranno le assicurazione e le tasse di registro. L’ incremento potrebbe oscillare tra i 30 e 40 euro all’ anno per una polizza da mille euro e tra i 20 e i 25 euro per ogni passaggio di proprietà. Una cifra che andrà ad aggiungersi ai 180 euro che già si sborsano attualmente. Il ricavato, in tutto 43 milioni, servirà alla Provincia di Napoli per riparare la falla nel bilancio provocata dallo storno delle accise sull’ energia elettrica a favore delle casse dello Stato deciso dal governo con il decreto del 31 dicembre del 2011. Un taglio contestato dall’ assessore al bilancio Armando Cascio che spiega: «Il governo Monti di fatto ci commissaria togliendoci le risorse necessarie per sopravvivere. Grazie a una politica rigorosa applicata in questi anni che possiamo tentare di evitare il rincaro della Rc auto». La ricerca degli strumenti per tappare il buco da 55 milioni provocato dalle nuove norme è a tutto campo: la giunta Cesaro probabilmente deciderà di ricorrere anche ad altre tasse o, più probabilmente, sceglierà di avviare una politica di tagli delle spese. E quindi dei servizi. Il dibattito, anche all’ interno della giunta, è ancora aperto, ma in discussione ci sono soprattutto le proporzioni dei rincari, mentre sembrano indiscutibili le fonti dalle quali attingere. Se tutto restasse immutato dalle Rc auto si ricaverebbero 38 milioni, dalle imposte di registro 5 milioni: l’ ipotesi di diminuire la prima a favore della seconda non sembra realizzabile perché le entrate dai cambi di proprietà non sarebbero fisse e quindi non riparerebbero al danno in maniera permanente. Sulle ipotesi di rincari il Presidente ha consultato le opposizioni che già insorgono. Spiega il capogruppo del Pd, Giuseppe Capasso: «Il decreto già approvato alla Camera, e in corso di conversione al Senato, sottrae alla Provincia l’ addizionale Enel sulle utenze industriali determinando un buco in bilancio di 55 milioni di euro. Si profila dunque un vertiginoso aumento dell’ addizionale che la Provincia già applica sulle tariffe RC Auto e sull’ Imposta Provinciale di Trascrizione». Poi Capasso sottolinea che il decreto è stato approvato alla Camera dallo stesso Cesaro «che a Roma fa il carnefice, avendo approvato egli stesso il decreto e a Napoli, in qualità di Presidente della Provincia, si dichiara vittima dei tagli statali». Secondo il capogruppo Pd i temuti aumenti «sono il frutto di una politica di bilancio dissennata che in tre anni di amministrazione di centrodestra a Piazza Matteotti ha compromesso la proverbiale stabilità finanziaria della Provincia con notevoli sperperi nel settore dei rifiuti. Nessun piano anticrisi è stato adottato per tempo dalla Giunta Cesaro, come invece è avvenuto per altri e più virtuosi enti avviando un piano di alienazione del patrimonio immobiliare che, per quanto riguarda la Provincia di Napoli, è piuttosto cospicuo e non sempre utilizzato». E insorgono anche le associazioni dei consumatori. L’ avvocato Giuseppe Ursini, presidente nazionale del Codacons e responsabile della sede di Napoli dell’ associazione contesta innanzitutto il decreto legge: «Il provvedimento che cambia la destinazione dell’ accisa sull’ energia è illegittima, quindi secondo me la Provincia dovrebbe subito impugnare la legge davanti alla corte competente». In nessun caso, poi, a suo parere, i mancati ricavi dovrebbero essere ricaricati sulle Rc auto: «È assurdo – sostiene – gravare il consumatore di altre imposte sulle polizze assicurative che già sono le più alte d’ Europa. Nel nostro caso, poi, i cittadini napoletani sarebbero ancora più colpiti perché già pagano molto di più rispetto ai cittadini residenti al Nord. E comunque bisogna sfatare un mito: non è vero che le compagnie di assicurazioni paghino spendano di più in Campania rispetto alle altre regioni, visto che altrove è inferiore il numero dei sinistri, ma i risarcimenti sono molto più elevati». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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