Caro-vita, scende ma sale
-
fonte:
- Il Manifesto
Anche la statistica non è uguale per tutti. L’ Istat ha rilasciato i suoi dati mensili sull’ andamento dei prezzi e li si può legittimamente leggere in due modi praticamente opposti. Non è colpa del nostro istituto, ma della maledetta realtà economica. Proviamo a spiegarci. Se prendiamo l’ indice generale, dobbiamo prendere atto di un lieve miglioramento: dal 3,3 al 3,2%. Se invece esaminiamo soltanto il cosiddetto «carrello della spesa», ovvero i beni acquistati più di frequente, allora l’ esito è molto più preoccupante: +4,2%. In entrambi i casi con i salari fermi da anni, la situazione non è piacevole, soprattutto per i lavoratori dipendenti; e, tra questi, per cassintegrati e precari. La differenza la fa, evidentemente, il «paniere» preso in considerazione. Nel primo caso, infatti, rientrano numerose merci che pure hanno subito un drastico aumento nel corso degli ultimi dodici mesi. I carburanti, per dirne una, hanno fatto la parte del leone, con la benzina salita del 17,4% in un anno e addirittura del 4,9 in un solo mese, «grazie» al pesante incremento delle accise (la tassa fissa che si va ad aggiungere al prezzo industriale, prima dell’ Iva), deciso nella prima manovra del governo Monti. Peggio è andata con il gasolio da autotrazione, aumentato del 25,2% nel 2011 e del 4,7 da gennaio di quest’ anno e lo scorso dicembre. Ma è tutto il settore energetico ad aver corso a perdifiato durante tutto l’ anno, anche se è necessario notare che nel comparto «regolamentato» i prezzi mostrano una crescita del 3,5% rispetto a dicembre e del 13,7% rispetto all’ anno precedente; mentre in quello non regolamentato gli aumenti sono rispettivamente del 4,0% su base mensile del 16,4% su quella annuale. Insomma, là dove c’ è maggiore «libertà», i prezzi crescono di più. A (molto) parziale compensazione c’ è stata, dal primo gennaio, anche una riduzione delle spese bancarie e finanziarie, per effetto di alcune modifiche (bollo su conti correnti, strumenti ecc) decise nello stesso decreto. L’ aspetto patetico e un po’ servile di alcuni media sta nel sottolineare questa riduzione (del 6% circa) come «merito» del governo, sorvolando invece sulla ragione degli incrementi (molti altri, oltre ai carburanti). Ma si sa, questo è un mestiere che si può fare in molti modi. A influire positivamente sull’ indice generale c’ è infine l’ aumento più contenuto (+2.3) di molti servizi, mentre nel mese di gennaio sono volati i prezzi relativi ad abitazione, acqua, elettricità (+1,8%). Ma è nella spesa «più frequente», quella di tutti i giorni, che gli aumenti hanno colpito in modo più pesante. Caffè e zucchero hanno travolto gli steccati (+16,5% e + 15,9 rispetto a gennaio 2011). Mentre siamo stati – sembra – risparmiati dai vegetali freschi (-8,6%) e dal pesce fresco (+1,3). Drastico invece l’ aumento annuale delle tariffe dei trasporti (+7,3), nonché delle bevande alcoliche e tabacchi (+6,0%), pesantemente influenzati da ritocchi in serie delle accise. Solo nelle comunicazioni, infine, i prezzi hanno rispettato gli astratti criteri della concorrenza teorica, in flessione dell’ 1,8%. Da segnalare, infine, alcune modifiche nel «paniere» dei beni e servizi su cui l’ Istat fa le sue rilevazioni. Un insieme imponente (1.398 prodotti, aggregati in 597 posizioni rappresentative) che da gennaio comprende anche l’ e-book reader, l’ e-book download e la Mediazione civile, che riflettono mutamenti merceologici divenuti d’ uso quasi comune; ma anche le «lotterie istantanee», le «scommesse sportive» e i «giochi a base ippica». Sulle prime (i «gratta-e-vinci»), soprattutto, arrivano le notazioni critiche di associazioni come il Codacons: «Un’ inevitabile conseguenza del fatto che il governo Berlusconi ha previsto di incassare, a partire dal 2012, un miliardo e mezzo all’ anno in più per i prossimi tre anni attraverso nuovi giochi ad estrazione istantanea, speculando sui poveri che credono di risolvere i loro problemi con un colpo di fortuna o sui malati che soffrono di dipendenze da gioco». Come il Borbone re di Napoli, non sapendo più come aumentare le tasse, inventò il padre di tutte le lotterie: il Lotto, per l’ appunto. Siamo ancora lì, ma «moderni».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: carrello della spesa, Inflazione, Istat, Prezzi
