Tormenta di neve: Italia in ginocchio Strade, ferrovie e aeroporti nel caos
il nord e il centro sconvolti dal maltempo. incidenti e vittime.
ROMA IL GENERALE Inverno presenta il conto. Nevica dal Piemonte alla Lombardia, dall’ Emilia Romagna alla Toscana e alle Marche. In Umbria. E ancora dal Lazio, giù fino all’ Abruzzo e al Molise, all’ appennino campano e alla Basilicata e alla Calabria. E non è affatto finita. E’ la nevicata più forte degli ultimi sessant’ anni in Emilia Romagna, con spessori oltre i 50-60 centimetri, ma i disagi riguardano tutto il Paese, e specialmente il Centronord. In Toscana la neve ha toccato spessori tra i 30 e i 50 centimetri e questo ha provocato blackout diffusi, nonostante l’ intervento di 400 uomini dell’ Enel. Chiuso fino a stamattina l’ aeroporto di Bologna (con 117 voli cancellati), chiuse centinaia di scuole, e poi strade ancora interrotte (compresa la E45 tra Toscana e Romagna e, al Sud, il raccordo Sicignano-Potenza mentre in mattinata erano state riaperte l’ Autopalio e Fi-Pi-Li) e disagi fortissimi sulla rete ferroviaria, specialmente nel nodo di Bologna dove i ritardi dei treni che viaggiano sono tra i 60 e gli oltre 200 minuti. Per cercare di ridurre il carico sulla rete ferroviaria, il 30% dei treni regionali sono stati soppressi in Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Piemonte, mentre in Liguria in mattinata ci sono stati problemi fortissimi tra La Spezia e Genova e l’ assessore regionale Enrico Vesco sta valutando una eventuale denuncia di Trenitalia per interruzione di pubblico servizio. Rfi ha ammesso che «l’ ondata di maltempo ha reso critica la circolazione e che nonostante ritardi quantificabili in circa 60 minuti, con punte fino a 100, tutte le linee sono rimaste aperte e oltre al traffico di lunga percorrenza ha circolato circa il 70% dei treni regionali». Rfi sottolinea che sono stati impegnati 1.300 uomini per mantenere in efficienza l’ infrastruttura ferroviaria. Ma i consumatori non ci stanno. Il Codacons evidenzia «lo scandalo delle ferrovie italiane che, proprio quando dovrebbero funzionare meglio e consentire ai cittadini di non prendere l’ auto intasando pericolosamente le strade gelate, finiscono per dare il loro peggio. Trenitalia deve rimborsare i passeggeri». CI SONO state anche vittime. Un pensionato di 76 anni che stava spalando la neve per liberare l’ auto a Parma è morto per un malore. Nel Bolognese, dopo una sbandata causata probabilmente dal ghiaccio, un’ auto è finita dentro a un bar e il conducente di 64 anni è morto. Un marinaio filippino è invece annegato dopo essere caduto in mare da una nave a dieci miglia dal porto di Ravenna. A Torino si è presa in considerazione l’ ipotesi di chiudere alcuni reparti dell’ ospedale Molinette a causa del malfunzionamento di due generatori. La procura ha inviato i carabinieri del Nas e la polizia giudiziaria per un sopralluogo. Ma lo stop, assicurano dalla Regione, scatterebbe solo se le temperature scendessero a -8, ma ieri il termometro si e’ fermato a -2.
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