Il Sud paga il salasso energia
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
gas, benzina ed rc auto più pesanti per cittadini e imprese rispetto alla media nazionale.
C’ è un Sud che scende in piazza contro le liberalizzazioni, sciopera, blocca autostrade. C’ è però anche un Sud che per la nuova "lenzuolata" del governo Monti fa il tifo. E per ragioni fin troppo facili da comprendere: qui una fornitura annuale di gas metano può costare fino al 9% in più rispetto alla media nazionale, un litro di benzina costa in media tre centesimi in più, mentre una polizza auto, in una piazza "calda", può arrivare a oltre il doppio del prezzo in vigore in una città del Nord. «Squilibri eccessivi – spiega Nuccio Caffo, imprenditore calabrese under 40 e responsabile Mezzogiorno dei Giovani di Confindustria – che l’ esecutivo nazionale potrebbe contribuire a ridurre o addirittura ad azzerare, spingendo con decisione sulla leva del libero mercato». Risparmio che sarebbe linfa vitale per chi vive e produce su un territorio afflitto da storici gap di competitività. Tra imprese, associazioni di categoria e rappresentanze dei consumatori, c’ è chi certi "conti" se li è fatti da tempo. A proposito del gas metano, per esempio: secondo l’ Osservatorio sui servizi pubblici locali del Cnel, in Calabria una fornitura annua per un utente medio costa 1.229,47 euro, il 9% in più rispetto 1.124,29 della media nazionale. Oltre la soglia dei 1.200 euro anche la Sicilia, mentre solo in Basilicata (1.052,85) e Puglia (1.103,98) il servizio costa meno della media nazionale. Come mai al Sud il gas costa di più? Secondo gli esperti dell’ Authority sull’ energia elettrica e il gas, il territorio sconta gli investimenti recenti (quindi non ancora del tutto ammortizzati) per la metanizzazione, uniti a costi di distribuzione più alti di quelli del resto d’ Italia (in molti comuni del Sud, per esempio, non tutte le famiglie hanno scelto di passare al gas di città, ciò comporta un aggravio dell’ esborso di chi si è allacciato). Il governo Monti, su questo fronte, si è dato sei mesi di tempo per avviare la separazione tra rete (Snam) e gestore (Eni) e circa un paio di anni per agganciare i prezzi rivolti alle utenze al valore dei prezzi europei. «È un tentativo interessante – secondo Cosimo Romano di Piccola Industria Puglia – per aprire ulteriormente ai privati il mercato dell’ energia, a vantaggio di consumatori e imprese che magari in questo modo potranno ottenere tariffe più vantaggiose». Per tutto ciò che riguarda la galassia auto, i maggiori costi sostenuti dagli utenti del Mezzogiorno sono altrettanto facili da quantificare. Nel caso dei carburanti fanno fede i dati dell’ Osservatorio Quotidiano Energia: un litro di benzina al Sud costa 1,778 euro contro i 1,750 euro della media italiana. Sul diesel la forbice tra Meridione e intero Paese è di due centesimi e mezzo, mentre sul gpl il Mezzogiorno si attesta su 0,754 euro mentre l’ Italia è a 0,749 euro. A guardare i prezzi praticati dalle singole compagnie la forbice si allarga: un distributore Shell del Sud vende per esempio un litro di benzina a 1,795 euro, una uguale pompa di rifornimento del Nordest pratica 1,733. Qui le cause dello squilibrio vanno ricercate nella scarsa diffusione, al Sud, di distributori no logo e soprattutto del self service. Sul versante carburanti, la cura Monti propone più impianti self service, maggiore trasparenza sui prezzi esposti e indipendenza dei gestori che potranno scegliere di commercializzare marchi diversi. «Novità molto interessanti – spiega l’ avvocato siciliano Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – che consentiranno ampi margini di risparmio agli utenti meridionali che in molti casi fanno fatica ad arrivare a fine mese. Noi del Codacons siamo favorevoli alla più piena liberalizzazione dei mercati e a una concorrenza vera che porti benefici ai cittadini, meglio se garantita da authority indipendenti». L’ ambito nel quale la forbice di prezzo tra Sud e resto d’ Italia si allarga di più è in ogni caso quello delle assicurazioni Rc auto: a Napoli, la piazza giudicata più rischiosa, un quarantenne in classe di merito paga dai 692 ai 1.988 euro mentre un ventenne che si assicura per la prima volta ed eredita la posizione di merito del padre oscilla dai 2.232 ai 4.000 euro. A Milano, nel primo caso, l’ esborso va dai 269 ai 572 euro e nel secondo caso dai 917 ai 2.204 euro. Le compagnie, nel giustificare questa disparità di trattamento, tirano in ballo con puntualità i dati sui falsi sinistri riguardanti la provincia di Napoli e molte altre città meridionali. Monti punta a introdurre, tra le altre cose, polizze a prezzi agevolati per chi sceglie la scatola nera a bordo, «ma si è persa un’ occasione – secondo il presidente di Aci Napoli Antonio Coppola – perché la scatola nera poteva diventare obbligatoria con relativo e generalizzato abbassamento dei prezzi». Nel caso delle assicurazioni, parlare di liberalizzazione è improprio: «Quella – ricorda Coppola – ci fu nel 1994 e portò, come unica conseguenza, un innalzamento dei costi di polizza rispetto a quando lo Stato esercitava il controllo. Perché le compagnie hanno imparato a fare cartello». Le novità introdotte da Monti, secondo il presidente di Aci Napoli, «rappresentano un punto di partenza. Ci vorrà tempo – conclude Coppola – prima di ottenere risultati apprezzabili». Tempo e coraggio nell’ applicazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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