29 Gennaio 2012

La Costa rischia di «affondare» Gli Usa vogliono 460 milioni

La Costa rischia di «affondare» Gli Usa vogliono 460 milioni

Sei passeggeri della Concordia
hanno presentato venerdì
a Miami una denuncia contro la
Carnival e Costa Crociere: la richiesta
di risarcimento è di 460
milioni di dollari. L’avvocato dei
sei passeggeri, Marc Berna, ha
spiegato che l’azione legale è stata
avviata in un tribunale di Miami,
dove c’è il quartier generale della
Carnival, proprietaria della Costa
Crociere. L’accusa rivolta dal legale
ai vertici di Carnival e Costa riguarda
la negligenza del marittimo,
in seguito al quale sarebbe avvenuto
il naufragio del 13 gennaio
scorso. Intanto il Codacons, l’uni –
ca associazione di consumatori a
non aver accettato l’accordo sui risarcimenti,
ha lanciato «un’azio –
ne collettiva a Miami, negli Usa,
contro la Costa Crociere e la Carnival,
diretta a far ottenere a tutti
passeggeri internazionali coinvolti
il giusto risarcimento per tutti i
danni subiti».
È stato «già iscritto a ruolo, il 27
gennaio 2012, davanti alla Corte di
Miami, il primo ricorso relativo ai
primi 6 passeggeri che si sono rivolti
al Codacons, con cui si chiedono
460milioni di dollari didanni
», scrive in una nota l’associa –
zione dei consumatori. «Si tratta
di un incidente di inaudita gravità
» ha affermato il presidente del
Codacons, Carlo Rienzi, «e si tratta
quindi di un tentativo doveroso da
parte nostra di ridare dignità alla
vita e alla sicurezza delle persone:
tutti coloro che si trovavano a bordo
della nave hanno diritto ad essere
risarciti non solo per i danni
materiali subiti (costo vacanza,
beni personali persi o danneggiati,
e ogni eventuale danno fisico),
ma anche per quelli morali, come
la paura e il terrore subiti, e per il
rischio di morire nel naufragio. È
inammissibile che, nonostante le
sofisticatissime strumentazioni a
bordo di tali navi, installate proprio
per evitare scontri e incagliamenti,
si verifichino simili incidenti
». Inoltre, ha voluto aggiungere
il numero uno dell’Associa –
zione dei Consumatori, «data la
scarsissima tutela che hanno i diritti
nel nostro paese, anche in sede
giudiziaria e con transazioni da
elemosina, abbiamo ritenuto giusto
almeno tentare la strada della
serietà e della dignità delle persone,
che non si possono certo ritenere
risarcite da 11mila euro per
un così evidente pericolo di vita
che segnerà tutta la loro esistenza,
e la strada della punizione esemplare
di comportamenti inammissibili
che solo attraverso condanne
esemplari potranno cessare
».
Nel frattempo proseguono le
operazioni attorno alla nave da
parte dei sommozzatori. C’è voluto
l’intervento dei due squadre di
sub della Guardia di Finanza per
recuperare il corpo della 17esima
vittima del naufragio della nave
Concordia trovato ieri mattina. Si
tratta di una donna, membro
dell’equipaggio. Iprimi duesublo
hanno individuato durante le
operazioni di ricerca all’altezza
del ponte 6, «in una posizione
molto difficile da raggiungere»,ha
spiegato Ivan Ravanusa, maresciallo
capo dei sub della Gdf, che
coordina le squadre presenti al Giglio
fin dal 14 gennaio, il giorno
dopo il naufragio. «Difficile anche
per la posizione della nave e per i
materiali che si trovano durante le
immersioni» ha aggiunto. Una
volta che i due sommozzatori sono
risaliti da una profondità di 17
metri, iltempo massimoper lavorare
in sicurezza è complessivamente
di 50 minuti, si sono immersi
altri due finanzieri che «sono
riusciti a mettere il corpo in una
saccoche poièstato portato a galla
». Tutta l’operazione è durata
meno di un’ora.
La compagnia olandese che si
occupa dello svuotamento del
carburante, causa maltempo, ha
comunicato che l’inizio delle operazioni
avverrà a metà della prossima
settimana.

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