Le vittime ora sono 17. Intatti i serbatoi
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fonte:
- Il Tempo
L’ hanno trovata ieri mattina sul ponte 6 della Concordia, con la divisa dell’ equipaggio e senza giubbotto salvagente. È la vittima numero 17 recuperata dopo il naufragio della nave della Costa. Manca ancora l’ ufficialità del riconoscimento, che avverrà nell’ obitorio dell’ ospedale di Grosseto, ma ci sono pochi dubbi. L’ unico membro femminile dell’ equipaggio che risulta ancora disperso, infatti, è la peruviana Erika Fani Soriamolina. A questo punto sono 15 le persone che mancano all’ appello. Sempre ieri è stata identificata un’ altra vittima, una donna tedesca. Del naufragio ha parlato anche il procuratore generale presso la Corte d’ Appello di Firenze, Beniamino Deidda, in occasione dell’ inaugurazione dell’ anno giudiziario: «Un tragico e gravissimo episodio, che richiede un’ indagine che si prospetta di grande difficoltà. Le indagini non si fermeranno fino a che non saranno chiariti tutti i profili di responsabilità penale. Gli accertamenti – ha proseguito Deidda – sono complicati dal fatto che vittime e parti offese appartengono a diversi paesi, e risiedono talvolta in luoghi lontani. Ma non è un buon motivo per non cercare fino in fondo la verità». Sul fronte dello svuotamento dei serbatoi bisogna intanto registrare l’ ennesimo rinvio dovuto alle condizioni del mare. Martin Schuttevaer della Smit Salvage e Max Iguera, rappresentante italiano della società olandese, hanno spiegato che «le previsioni danno cattivo tempo fino a martedì, quindi non si dovrebbe ricominciare prima della metà della prossima settimana». Ad ogni modo, manca ancora l’ installazione delle valvole a due delle prime sei cisterne dalle quali poi sarà pompato via il carburante. Quindi ci vorranno ancora giorni, data questa condizione, prima che davvero possa iniziare il travaso delle 2400 tonnellate di carburante della Costa Concordia. Ieri è stato necessario sganciare il pontone «Meloria», a causa, ha spiegato Iguera «di una tensione eccessiva in uno dei cavi di ormeggio». Sulla nave «sono stati posizionati sette sistemi di monitoraggio per la stabilità del relitto – hanno sottolineato i rappresentanti della società – Al momento non ci sono segnalazioni di movimenti della nave. E sulla base di questi elementi siamo fiduciosi che le cisterne siano ancora intatte». Nelle prime sei cisterne individuate dagli uomini della Smit si trova la maggioranza del carburante, oltre il 50%. Appena terminato lo svuotamento di queste, che richiederà almeno tre settimane, i lavori si sposteranno nelle altre cisterne accessibili dall’ esterno. Per quelle interne alla nave «dobbiamo ancora verificare le vie di accesso – ha spiegato il portavoce della Smit – e quindi non possiamo fare previsioni sul completamento dei lavori». Quanto alla rimozione dei cosiddetti inquinanti secondari, «richiederebbe talmente tanto tempo che, prima di iniziare a farlo, probabilmente si sarà già cominciato a rimuoverla». Sul rinvio delle operazioni il Codacons ha innestato l’ ennesima polemica annunciando un ricorso al Tar per la nomina di un altro commissario ma la struttura di Gabrielli ha replicato che la sospensione era necessaria «per preservare la sicurezza degli operatori ed evitare disastri ambientali. Comunque – conclude la nota – aspetteremo le decisioni del tribunale, anche se, vista la situazione, le nostre preoccupazioni sono ben altre».
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