A proposito di evasione Il canone Rai Pagare tutti per pagare meno
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Specchio dell’ Italia malata può essere anche l’ atteggiamento poco commendevole di tanta popolazione, che almeno a parole professa dura condanna all’ evasione fiscale, ma pecca di coerenza. Per fare un esempio, in questi ultimi giorni del mese di gennaio, la Rai durante i suoi programmi quotidiani propina martellanti spot che definirei «batti cassa» perché sollecita e ricorda il termine ultimo del 31 per mettersi in regola con il pagamento della tassa di possesso del televisore. Sottolineo tassa di possesso come fu definita e riconvertita una decina di anni fa perché non più canone o abbonamento nonostante impropriamente la si continua a chiamare così. A regola la tassa sarebbe dovuta da chi possiede un apparecchio idoneo alla ricezione di immagini televisive, che con la tecnologia attuale oltre al comune televisore può essere anche il computer o il telefonino multimediale e chi al giorno d’ oggi non ne possiede e non ne fa uso? Ho usato il condizionale «sarebbe dovuta» perché è risaputo da sempre quanto questa tassa o tributo dir si voglia sia uno tra i più indigesti e di conseguenza più evaso, pur essendo «un tributo come tutti gli altri e quindi pagarlo è un obbligo» (come recita appunto lo spot della Rai). Sembra secondo un indagine del Codacons condotta l’ anno scorso che quasi un italiano su tre evade questo tributo (sopratutto in certe e note aree del Paese) per un ammontare complessivo comprendente anche molti esercizi pubblici (bar, alberghi, ristoranti) di 800 milioni di euro, dicasi 800 milioni di euro (sic!). Ebbene qui si evidenzia l’ atteggiamento chiaramente ipocrita di tanta popolazione che non volendo pagare adduce a proprio suffragio motivazioni varie (che non voglio commentare) come il considerare eccessivo l’ ammontare del tributo, che non vede i programmi Rai, che non è interessata a quello che propina il così detto «carrozzone», con troppo personale e presentatori lautamente pagati, che fanno fiction scadenti, programmi ridicoli e che c’ è eccesssiva pubblicità comunque e via dicendo, ma che magari semplificando è la stessa che negli appuntamenti sportivi che contano sta davanti allo schermo a tifare la nazionale di calcio (esclusiva della Rai). Si può anche considerare che in questo periodo di crisi economica i 112 euro di tributo per alcune famiglie che fan fatica a raggiungere la fine del mese e magari con la sofferenza della cassa integrazione è un ulteriore problema e come non comprendere il grave disagio, ma si applichino allora eventuali soluzioni per l’ esenzione come si fa con gli ultra 75enni che vivono soli. Ma forse così si rischierebbe di creare ulteriore burocrazia e allora perché non si decide di cancellare e togliere definitivamente il tributo? La Rai ammette la fatica a far pagare agli evasori e le azioni sanzionatorie sono labili, dopo un paio di solleciti la pratica va alla Guardia di Finanza che immaginiamo occupata su ben altri binari e quindi chi evade ha molte possibilità di farla franca, bene! Se invece è proprio impossibile cancellare questo tributo, si trovi una soluzione equa perché tutti paghino senza scappatoie, così che gli 800 milioni di euro evasi spalmati sull’ ammontare dell’ introitato reale dalla tassa, servirebbero sicuramente ad abbassare la quota dei 112 euro attuali versati da chi pur non ritenendosi uno «sciocco» assolve civilmente all’ obbligo del versamento, che sottolineiamo paga anche per chi non paga, tipica anomalia del sistema fiscale italiano.
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