21 Gennaio 2012

Quinto giorno ed è quasi paralisi

Quinto giorno ed è quasi paralisi

Palermo, il capoluogo fantasma. Al quinto giorno consecutivo di protesta del movimento forza d’ urto, composto da autotrasportatori, agricoltori, pescatori, che con presidi in punti nevralgici di varie province blocca il passaggio di tir e camion, la città appare un impasto di tristezza e nichilismo. Depressa, tende progressivamente verso il niente. Niente viveri nei supermercati, niente macchine per strada, solo gente a piedi o in bicicletta, le principali vie di accesso sempre presidiate dai mezzi pesanti e dai forconi. Anche le farmacie e gli ospedali iniziano ad avere (seri) problemi con le medicine, e quasi tutte le attività sembrano vivere in attesa che qualcosa si muova e che questa protesta abbia fine. C’ è persino un processo rinviato per mancanza di benzina: l’ avvocato Giuseppe Ferro da Gibellina ottiene la comprensione della terza sezione della Corte d’ appello, presieduta da Raimondo Loforti. I giudici rinviano il processo perché il legale, che assiste Antonino Zummo, imputato di molestie sessuali, non è potuto arrivare in città. Anche gli studenti sono scesi in piazza. Il coordinamento studenti Medi e dei Centri sociale si è dato appuntamento alla Cattedrale. Partecipazione ristretta, presenti in pochi. Alcuni hanno bruciato una bandiera tricolore perchè, dicono, è simbolo dello Stato italiano, che con le sue manovre finanziarie fatte di lacrime e sangue con aumenti esponenziali delle tasse e del caro vita, sta riducendo in miseria la popolazione, facendo arricchire sempre i soliti noti. Un gesto, quello di bruciare la bandiera, ritenuto inaccetabile in maniera unanime da tutte le istituzione e partiti politici. Latte, yogurt, carne, pesce, frutta e verdure, prodotti surgelati, ma anche acqua, persino detersivi: negli scaffali non è rimasto quasi più niente. In difficoltà i grandi centri commerciali mentre nei mercati, il dato più evidente è che il prezzo di frutta e verdura è schizzato alle stelle, sopratutto a causa della chiusura del mercato ortofrutticolo di Vittoria, il più grande d’ Italia. La protesta è arrivato anche al mercato Ittico, con l’ occupazione dei pescatori delle marinerie di Porticello, Santa Flavia e Termini Imerese. Il blocco è durato alcune ore, poi si è arrivati a una intesa fra il movimento di protesta e i commercianti del mercato. E i venditori di pesce lamentano grosse perdite, dato che molti prodotti sono scomparsi dai banchi. Ospedali e farmacie cominciano davvero ad essere in difficoltà, come dice il Codacons, che rende noto di ricevere ormai da due giorni segnalazioni gravissime riguardanti, personale di ospedali e case di cura impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro, ambulanze rimaste a secco in attesa di soluzione per riprendere il fondamentale servizio di pronto soccorso, l’ accompagnamento dei malati e dei dializzati. Il presidente dell’ Ordine dei medici di Palermo Salvatore Amato ha scritto la prefetto di Palermo Umberto Postiglione segnalando i problemi che la mancanza di benzina sta arrecando ai medici che potrebbero non riuscire a garantire l’ attività domiciliare sia in città che in provincia. La impossibilità di rifornirsi di carburante in un momento di massima epidemia delle sindromi influenzali – dice – sta determinando una grave criticità nel garantire la necessaria assistenza alla popolazione. Per lo stop del corriere Traco, è stato impossibile far arrivare da Padova i vetrini con il midollo prelevato ai bambini malati di leucemia, che ha costretto i medici del reparto di Oncoematologia del Civico di Palermo a rivolgersi ai carabinieri. Lo stop del corriere avrebbe creato danni irreparabili al midollo, poi arrivato grazie ad un ponte aereo, che dopo il prelievo dura massimo 48 ore. Al reparto di Oncoematologia del Civico, fanno riferimento circa 400 pazienti. (*IMA*)(*LANS*)Impossibile far arrivare da Padova i vetrini con il midollo prelevato ai bimbi ammalati di leucemia: i medici del Civico sono stati costretti a rivolgersi ai carabinieri.
 

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