21 Gennaio 2012

I blocchi diventano scontro sociale   

I blocchi diventano scontro sociale 
 

 
salvatore maiorca Diventa scontro sociale la protesta dei movimenti Forconi e Forza d’ urto, rafforzata da giovani e donne di varia provenienza. Si scontrano, da una parte, la condivisione del malessere che questa protesta ha fatto esplodere e, dall’ altra, le esigenze non soltanto dei lavoratori e del mondo della produzione ma anche delle fasce deboli della società: anziani, disabili, e via discorrendo. I più sono infatti rimasti senza pane. Qualche panificatore ci ha pure marciato alzando i prezzi. Tant’ è che a Floridia la Guardia di finanza ha appioppato a un panificio una multa di 5 mila euro. Voci di cresta sui prezzi anche da parte di qualche benzinaio. Gli operatori delle cooperative sociali non hanno potuto raggiungere anziani e disabili affidati alle loro cure. I lavoratori turnisti delle fabbriche non ne possono più di turni prolungati per le difficoltà di accesso agl’ impianti. E incombe sempre l’ incubo di una ondata di cassa integrazione di massa. Circa 400 famiglie di Cassibile sono rimaste al buio per la rottura di un trasformatore dell’ Enel. Ma il nuovo trasformatore e il gruppo elettrogeno di alimentazione temporanea sono rimasti fermi dove si trovavano, a Paternò, a causa dei blocchi stradali. La situazione si è protratta fino all’ intervento delle forze dell’ ordine per scortare il mezzo di trasporto. Bloccato ieri il ponte Umbertino. Isolata la intera zona montana. Impedito anche l’ accesso degli ormeggiatori al pontile Isab di Santa Panagia. Impedito quindi l’ attracco delle petroliere che devono scaricare greggio da raffinare e caricare prodotto raffinato. Nella zona di Lentini 17 autobotti cariche di latte sono rimaste bloccate e con le gomme a terra. Il Codacons ha costituito «il comitato vittime dello sciopero di Forza d’ urto». I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Paolo Zappulla, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò, hanno diffuso una nota nella quale ribadiscono che «il diritto alla protesta è fuori discussione e il malessere sociale va ascoltato». Ma aggiungono anche: «Non possiamo però condividere il metodo, che in questi giorni rischia soltanto di aumentare i danni per un’ economia, quella siracusana, già in forte debolezza». Da un vertice in prefettura, dov’ è permanentemente riunita l’ unità di crisi, è uscito l’ intento di non tollerare ulteriori blocchi dopo la mezzanotte, ora di scadenza delle manifestazioni autorizzate e «monitorate». Tuttavia si continua a temere che la sospensione dello sciopero degli autotrasportatori rimanga vana perchè i blocchi, continuando, potrebbero impedire il transito dei mezzi. Ora è pur vero che la protesta nasce dalla contestazione di questa politica, continuamente assente dal territorio e indifferente ai bisogni della gente. Ma è pure vero che una contestazione, nata da esigenze sacrosante e avente per obiettivo questa politica, ha finito per colpire un bersaglio diverso: la gente comune, soprattutto le fasce più debili della popolazione. Se la normale circolazione di persone e mezzi fosse ripristinata basterebbero un paio di giorni per riportare la situazione alla normalità. Ma si nutrono forti dubbi che tutto ciò possa avvenire. Nessun segnale lascia finora spazio nemmeno a un cauto ottimismo.

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