La nave si muove ancora Un robot per i dispersi
-
fonte:
- Libero
A una settimana dal naufragio,
all’Isola del Giglio ci si affida al
robot e al rosario per recuperare i
passeggeri dispersi della naveCosta
Concordia. Almeno finché alle
ore 18 di ieri, dopo un lungo briefing
tra i responsabili delle operazioni
le ricerche da parte deisommozzatori
sono riprese, ma limitatamente
alla parte non sommersa
della nave. Non è del tutto
cessato il pericolo dovuto al costante
spostamento del relitto. A
prua, viene rilevata una variazione
di almeno un centimetro e mezzo
al giorno. Il mare mosso impedisce
ai soccorritori di rientrare nello
scafo dove giovedì i Comsubin
della Marina militare hanno fatto
esplodere alcune cariche aprendo
tre oblò. Gli esplosivi sono stati
posizionati sul ponte 4, punto di
raccolta dove sono stati ritrovati
gli ultimi cinque corpi.
Nell’area esterna del mare, a
poppa e a prua del relitto, l’unica
perlustrazione possibile si deve
all’attività del robot subacqueo
Rov dei vigili del fuoco. Ma le dimensioni
del macchinario sono
troppo grandi per farlo penetrare
all’interno, perciò nel frattempo si
stanno registrando immagini e
dati e verificando i punti di appoggio
della nave, per verificarne la
stabilità.
Si temeva soprattutto l’arrivo
del Maestrale nella serata di ieri. Il
vento che soffia da Nord Ovest, secondo
gli esperti, potrebbe mutare
l’assetto della nave anche se la
velocità del vento sarà di 15-18
nodi, cioè minore di quanto stimato
in precedenza. Secondo le
previsioni meteorologiche, il
Maestrale continuerà a soffiare
anche stamattina, per attenuarsi
nel corso della giornata di oggi,
con onde che si ridurranno a 50-
60 centimetri. Da stasera, tuttavia,
dovrebbe arrivare il vento di Libeccio,
con onde alte fino a un
metro, e tra domenica e lunedì si
prevede un ulteriore peggioramento.
Quel che si vuole evitare a ogni
costo è l’inabissamento completo
della nave a 90 metri di profondità,
cherenderebbe ancorapiùdifficoltose
sia le operazioni di recupero
che lo svuotamento dei serbatoi,
che contengono 2.400 tonnellate
di gasolio.
In vista di un possibile peggioramento
del tempo, la Castalia,
società di riferimento della Protezione
civile per l’antinquinamen –
to, sta posando panne di altura intorno
al relitto. È un’operazione
precauzionale e lo stesso sindaco
del Giglio, Sergio Ortelli, ha ribadito
che «al momentononci risulta,
dall’informazione emerse, che ci
sia versamento di carburante».
Più pessimista il presidente
della Provincia di Grosseto, Leonardo
Marras, che invita, «se vogliamo
ottenere il risultato migliore
», a essere comunque «pronti al
peggio». Insieme ai sindaci della
costa, ha predisposto «un piano
per prepararci allo scenario più
preoccupante, nel caso di uno
sversamento in mare di gasolio.
Ma non dobbiamo fasciarci la testa
prima di averla rotta, perché ci
sono tutti gli strumenti per intervenire
e il piano antinquinamento
che abbiamo approvato è stato
messo a punto con l’apporto delle
migliori competenze nazionali e
internazionali».
Per portare la solidarietà delle
istituzioni ai parenti delle persone
che risultano tuttora disperse, oggi
all’Isola del Giglio è attesa la visita
del presidente del Senato Renato
Schifani. Nella chiesetta locale,
ieri si è svolto un momento di
preghiera. Tra i partecipanti, vi
erano i genitori e la sorella di Erika,
la giovane peruviana che lavorava
a bordo dellanave come cameriera,
il fratello di Terence Russell,
l’indiano che lavorava come ca-
meriere e i parenti
di una coppia di
francesi. Protetti e scortati da un
cordone di Polizia e della Guardia
di Finanza, si sono intrattenuti
nella chiesetta per pregare, assistiti
dal parroco. Poi sono tornati
all’interno del tendone che ospita
le unità di intervento, in attesa di
notizie. Nel primo pomeriggio alcuni
parenti dei dispersi, tra cui
anche la mamma della piccola
Daiana Arlotti, avevano compiuto
un giro a bordo di una motovedetta
nei pressi del relitto, gettando
alcuni mazzi
di fiori in mare.
Dai sopravvissuti, infine, parte
la prima class action (causa collettiva)
contro la compagnia Costa
da parte del Codacons e di due associazioni
statunitensi in difesa
dei consumatori. Lo ha riferito la
Bbc specificando che la richiesta
di risarcimento sarà di 160mila
dollari (123mila euro) per ogni
singolo passeggero. A essere citata
in giudizio sarà lacompagniamadre,
la Carnival, proprietaria del
marchio Costa dal 1997.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
-
Tags: Class action, concordia, costa
