26 Gennaio 2012

Concordia, indagine sugli "inchini"

Concordia, indagine sugli "inchini"

Grosseto – La Procura di Genova ha aperto un’ indagine conoscitiva , senza ipotesi di reato né indagati, in relazione ai cosiddetti "inchini", ovvero la navigazione sotto costa, estesa a tutti gli armatori di navi passeggeri in Italia e nel mondo: il fascicolo, di cui è titolare il pubblico ministero Francesco Pinto, è stato aperto dopo un esposto del Codacons in relazione al naufragio della nave Costa che il 13 gennaio scorso si è arenata davanti all’ isola del Giglio, provocando la morte di almeno 16 persone. Il Codacons aveva sollecitato verifiche per il reato di omissione di atti di ufficio da parte delle Capitanerie che, secondo l’ associazione, non avrebbero vietato la pratica della navigazione sotto costa : ieri, il VI reparto Sicurezza della navigazione del Comando generale delle Capitanerie aveva spiegato che la navigazione sotto costa dev’ essere eseguita «in base alle norme di sicurezza», ma «non è vietata da norme nazionali e internazionali». Per quanto riguarda l’ inchiesta principale , invece, al momento non ci sarebbero altri indagati, oltre al comandante Francesco Schettino e a un comandante in seconda, per il naufragio della Costa Concordia, avvenuto lo scorso 13 gennaio davanti all’ isola del Giglio, secondo quanto detto questa mattina dal procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, arrivato sull’ isola: «Allo stato attuale non ci sono altri indagati» , ha riferito Verusio. Il comandante Schettino, che attualmente si trova agli arresti domiciliari, è accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. È atteso per domani in Procura a Grosseto l’ interrogatorio dell’ altro indagato, Ciro Ambrosio . Intanto, prosegue senza sosta l’ attività di identificazione delle tre vittime del naufragio che risultano ancora senza un nome, mentre al Giglio sono riprese le ricerche dei 19 dispersi : a differenza degli altri giorni, oggi i palombari della Marina non hanno fatto "brillare" cariche per aprire nuovi varchi, ma stanno partecipando alle ricerche insieme con i sommozzatori di vigili del Fuoco, Capitanerie di Porto e Finanza. E prosegue anche il lavoro dei tecnici olandesi della Smit Salvage che da sabato – o forse già da domani – procederanno all’ estrazione del carburante per evitare un disastro ambientale. Al momento i morti accertati sono 16, ma ieri il commissario per l’ emergenza, Franco Gabrielli, ha detto che sarebbe un miracolo trovare sopravvissuti sulla nave: «Però… continueremo sino a che tutte le parti ispezionabili della nave non saranno state ispezionate», ha detto il capo della Protezione Civile. Le ricerche nello scafo si fanno però sempre più difficili: nella serata di ieri, la Asl di Grosseto, che ha effettuato analisi all’ interno del relitto, ha fatto sapere che potrebbero esserci «rischi per la salute dei sommozzatori» in due punti, dove comunque le ricerche erano già state interrotte.

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