«Pronti a trascinare il Bogart in tribunale»
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fonte:
- La Città di Salerno
nasce un osservatorio permanente sulla quiete pubblica per monitorare la movida fracassona marchetti con il codacons è possibile procedere penalmente e civilmente per tutelare i diritti bernabò lo staff del locale si è detto disponibile a pagare la vigilanza all’ esterno della discoteca e a pulire la strada.
• La crociata contro la "movida fracassona" potrebbe approdare in un’ aula di Tribunale. Grazie al supporto del Codacons i residenti di via Vernieri potrebbero fare causa al proprietario del Bogart cafè, Maurizio Maffei. Intanto promuoveranno la nascita di un osservatorio permanente sulla quiete pubblica. Il titolare del locale di via Rafastia, però, sarebbe pronto ad una mediazione: Maffei avrebbe infatti offerto la propria disponibilitá a pagare un istituto di vigilanza e ad aprire le porte del Bogart alla cittadinanza per le assemblee di quartiere. • I cinque giorni di chiusura del locale – stabiliti la scorsa settimana dal questore De Iesu e iniziati a decorrere proprio da ieri – non sembrano essere serviti a placare gli animi esasperati dei residenti. Ieri sera, infatti, nel corso di un’ assemblea tenutasi all’ interno del centro "La tenda", i cittadini sono tornati alla carica. All’ incontro, promosso dal consigliere comunale Luciano Provenza, hanno partecipato diversi rappresentanti dei comitati di quartiere di piazza San Francesco, via Vernieri, rione Carmine, centro storico e Torrione. • A testimonianza che l’ obiettivo non è tanto la chiusura del Bogart quanto la disciplina del delicato rapporto tra residenti e locali notturni in varie zone della cittá. Per Provenza sono in ballo «il rispetto della legalitá e la salute delle persone» visto che «dormire di notte è un diritto e non un privilegio». Secondo il consigliere esiste il rischio che «i cittadini possano essere affetti da sindrome ansioso-depressiva a causa della mancanza di sonno». «Esiste una giurisprudenza infinita – ha concluso Provenza – che tutela i cittadini. Se non ci risponderanno gli enti preposti dovrá risponderci la giustizia». La possibilitá di adire le vie legali nei confronti del gestore del locale di via Rafastia è stata suffragata da Matteo Marchetti, rappresentante del Codacons, l’ associazione che tutela i diritti dei consumatori. «Possiamo procedere sia civilmente che penalmente, soprattutto sui versanti della sicurezza interna e sull’ acustica». E se Rosario Ternullo di Legambiente ha parlato di «cittadini violentati nella propria intimitá» a causa dell’ eccessivo rumore, per Rosanna Romano del comitato San Francesco «le istituzioni devono intervenire definitivamente per risolvere una volta e per tutte i problemi che ormai lamentiamo da anni». • Chi ha provato a gettare acqua sul fuoco è stato il consigliere comunale Luigi Bernabò. «Non credo che il percorso giudiziario sia il più indicato. Ho parlato con Maffei – ha assicurato – e si è detto disponibile ad ospitare una volta al mese le riunioni del comitato di quartiere e a garantire, a proprie spese, un servizio di vigilanza all’ esterno del locale e la pulizia della strada». I maggiori problemi sollevati dai residenti erano infatti proprio relativi a quanto accadeva nel fine settimana all’ esterno del locale notturno. Intanto nelle prossime settimane nascerá un osservatorio sulla quiete pubblica animato da diversi comitati di quartiere che si fará portavoce di segnalazioni ed istanze di quanti sono costretti a convivere con la movida fracassona. Mario De Fazio © riproduzione riservata.
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