Il primo «round» alla Procura
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fonte:
- La Sicilia.it
il tribunale ha rigettato l’ eccezione della difesa contro il processo col rito immediato.
E’ iniziato ieri mattina nell’ aula 7 del Tribunale il processo al presidente della Provincia regionale Eugenio D’ Orsi. L’ uomo politico esponente del Movimento per l’ autonomia è accusato di peculato, concussione, abuso d’ ufficio e truffa nell’ ambito dell’ inchiesta relativa, tra le altre cose, alle palme della Provincia che sarebbero state piantate anche nella villa di Montaperto dello stesso presidente. L’ indagine è quella condotta dalla Guardia di Finanza del comando provinciale, con il coordinamento della Procura della Repubblica, in particolare dell’ aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto Giacomo Forte. Quella di ieri è stata una tipica udienza inaugurale di un «grande processo», ovvero con la tensione che si tagliava a fette, specie sul fronte dell’ imputato. Assistito dagli avvocati Giuseppe Scozzari e Daniela Posante, D’ Orsi è stato tra i primi a entrare in Tribunale. A presiedere l’ udienza collegiale è stato il giudice Ottavio Mosti che con la consueta pacatezza ed equilibrio ha gestito le varie fasi dell’ udienza che ha comunque offerto già alcuni passaggi importanti. Il primo passaggio è stato quello della costituzione delle parti. Il Codacons, l’ associazione nazionale che tutela i diritti dei consumatori, ha dato incarico all’ avvocato Pierluigi Cappello di presentare istanza per la costituzione di parte civile nel procedimento a carico di D’ Orsi, ravvisando – secondo il Codacons – un danno arrecato ai consumatori, rispetto alle presunte illegalità contestate al capo dell’ ente Provincia. Dopo mezz’ ora, il Tribunale ha ammesso la costituzione, nonostante l’ opposizione della difesa di D’ Orsi. Altra tappa importante è stata quella relativa al ruolo della stampa e degli operatori di ripresa in questo procedimento. Un’ emittente televisiva, Tva aveva avanzato richiesta di seguire queste e le altre udienze del processo. Il giudice ha chiesto alle parti una valutazione su tale richiesta, e tutti si sono a loro volta rivolti al giudice per decidere. Mosti ha quindi sollecitato la difesa dell’ imputato – certamente la parte più interessata alla divulgazione o meno delle immagini del processo – a decidere se accettare o non accettare le telecamere e le macchine fotografiche in aula. Alla fine gli obiettivi di cameraman e fotografi sono stati ammessi, quindi l’ udienza e il processo avrà la più ampia visibilità, grazie ai mass media. Un atto di grande libertà che fa onore a chi lo ha autorizzato. Il clou dell’ udienza si è avuto quando l’ avvocato Giuseppe Scozzari e la collega Daniela Posante hanno avanzato eccezione circa la legittimità stessa del processo immediato al loro illustre assistito. Sia Scozzari che Posante hanno evidenziato quelle che a loro dire sarebbero anomalie nella procedura delle indagini. «Indagini iniziate da un esposto anonino nel maggio 2010, rimaste contro ignoti fino all’ undici maggio 2011, e diventate a carico di D’ Orsi solo il 18 maggio 2011, con una richiesta di stralcio delle indagini rispetto all’ 80% degli altri indagati. Siamo stati privati della possibilità di smontare le accuse nell’ udienza preliminare. Per questo chiediamo la nullità del giudizio diretto» ha concluso Scozzari, al quale ha fatto eco Posante evidenziando come «le indagini si devono concludere entro 90 giorni per andare a giudizio immediato». Posizioni rispetto alle quali il sostituto procuratore Giacomo Forte ha replicato dicendo che «quando ci sono i presupposti per chiedere il processo immediato il processo immediato si chiede e, se lo decide il gip si fa, come in questo caso. Tra l’ altro D’ Orsi è stato interrogato ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Del resto da un esposto anonimo non si può iscrivere alcuno sul registro degli indagati, senza valutare lo stato delle cose». Dopo un’ ora di camera di consiglio, il Tribunale ha respinto le eccezioni della difesa, confermando la legittimità del processo immediato, ammettendo l’ acquisizione agli atti dell’ intervista rilasciata da D’ Orsi a «Le Iene». Prossima udienza il 27 febbraio, dove verrà sentito il primo teste, ovvero il comandante provinciale della Guardia di finanza Porzio.
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