SCIOPERO TIR: LA CANCELLIERI DORME E NON PRECETTA I CAMIONISTI
IL CODACONS CHIEDE L’INTERVENTO DEI PREFETTI
Ci domandiamo, oltre al morto che c’è già stato, cosa debba succedere ancora prima che il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri si svegli e si decida finalmente a precettare i camionisti, alcuni dei quali sono già colpevoli del reato di danneggiamento, art. 635 del codice penale, avendo bucato le ruote di alcuni colleghi solo perché non volevano aderire allo sciopero, reato procedibile d’ufficio quando è commesso con minaccia. E per fortuna il ministro aveva parlato di massima fermezza per assicurare il rispetto della legge.
Richiesta, quella della precettazione, rimasta inascoltata nonostante fosse stata avanzata non solo dal Codacons ma, successivamente, anche dalla Commissione di garanzia, preposta per legge a segnalare al Governo le situazioni a rischio.
A questo punto il Codacons chiede l’intervento dei Prefetti che, ai sensi dell’art. 8 della Legge n. 146 del 1990 possono, al pari del ministro, precettare i camionisti nel territorio di loro competenza.
In particolare l’associazione di consumatori chiede l’intervento dei Prefetti di Bergamo, Livorno, Pistoia, Bari, Taranto, Pescara, Imperia, Cagliari, Piacenza, Teramo e di tutti quelli in cui si registrano anche solo situazioni di intralcio alla circolazione.
Si precisa, infatti, che la precettazione non deve avvenire, come evidentemente ritiene la Cancellieri, solo in caso di blocco stradale totale ma anche laddove si producono code, dato che comunque vi è una limitazione della libertà di circolazione costituzionalmente garantita, oppure quando vi è difficoltà di reperimento di generi di prima necessità, dalla benzina agli alimentari, o si verificano casi di illegalità, come le gomme bucate, e così via.
Insomma il Codacons ricorda che chi sciopera deve stare a casa o manifestare in un corteo autorizzato e non certo invadere la carreggiata di una autostrada, dato che il fine primario di un’astensione dal lavoro deve essere la rivendicazione di diritti e la tutela dei propri interessi e non produrre un danno ai consumatori, per quanto un danno possa indirettamente esserci.
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