Blocco dei tir: "Danni per 500 milioni"
PALERMO A parte gli irriducibili che a gruppetti proseguono i presidi in modo pacifico in zone di Caltanissetta e Catania, il resto della Sicilia tenta di tornare alla normalità dopo sei giorni di blocchi e col movimento che si è spaccato: i tanti leader si accusano a vicenda, tra chi spinge per riprendere la protesta, in particolare gli autotrasportatori, e chi tra i "forconi" punta sul vertice di mercoledì tra il premier Monti e il governatore della Sicilia, Lombardo. Il problema maggiore per i siciliani, al momento, rimane la benzina, oltre ai danni per le imprese che Confindustria quantifica in circa 500 milioni di euro e che come conseguenza ha portato alla cassa integrazione per almeno 800 persone. Tant’ è che il governo regionale potrebbe chiedere una sorta di stato di calamità per le produzioni locali. Da Messina a Palermo le scene anche ieri sono state le stesse: colonne di auto e gente con decine di bidoni, ammassate nei distributori di benzina, che vengono riforniti dalle autobotti autorizzate a circolare anche di domenica per ridurre i disagi e contrastare la vendita di carburante sul mercato nero. In questo senso, la Procura di Gela ha disposto accertamenti per verificare speculazioni su merci e in particolare "di sottrazione al consumo o accaparramento di merci e generi di prima necessità in modo da determinarne il rincaro". Il procuratore, Lucia Lotti, vuole verificare se i distributori hanno venduto benzina a prezzi maggiorati in concomitanza con lo sciopero dei tir. Il Codacons ha presentato esposti in tutte le Procure siciliane. Hanno invece ripreso a circolare i tir con derrate alimentari e prodotti di prima necessità. Intanto le rivendicazioni del movimento "Forza d’ urto" e dei "forconi" sono entrate a Palazzo dei Normanni: alcuni deputati dell’ Assemblea regionale siciliana – sia di maggioranza che di opposizione – hanno ascoltato le ragioni dei manifestanti che in particolare chiedono la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi e la sospensione per due anni delle cartelle esattoriali.
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