Cardiologia, chiusa l’ inchiesta Pronte richieste di risarcimento
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Modena, 23 gennaio 2012 – Sono pesanti, non solo in senso fisico, ma anche metaforico, i faldoni che la procura ha depositato negli uffici del Gip . Dopo circa 11 mesi di indagini, di sequestri di documenti, di denunce e veleni , la Procura ha chiuso un filone della maxi-indagine relativa a Cardiologia. E’ stato messo dunque un primo punto fermo in quella che ha rappresentato una vera e propria bufera per la sanità modenese e ha portato alla sospensione (seguita dalle dimissioni) di Sangiorgi da responsabile del laboratorio di Emodinamica e al non rinnovo dell’ incarico di primario del reparto alla prof Maria Grazia Modena, ritenuta responsabile dalla direzione del Policlinico «di gravi carenze». Pare che sia stata avanzata una richiesta di rinvio a giudizio per alcuni camici bianchi . Il riserbo, però, su quali medici potrebbero finire a processo è totale. Così come i reati dei quali sarebbero accusati. Al momento si possono avanzare solo delle ipotesi, come quella di ‘colpa medica’. La procura (il pm Niccolini e il procuratore capo Zincani) in questi mesi hanno vagliato vari casi di complicanze a seguito di interventi di Emodinamica e sarebbe su questi – parliamo di almeno tre pazienti – che ha fatto luce passando al gip le carte. Il caso era scoppiato lo scorso marzo quando l’ associazione ‘Amici del cuore’ scrisse una lettera indirizzata alle autorità sanitarie criticando alcune pratiche di pertinenza della chirurgia vascolare che venivano svolte, invece, nel reparto di Cardiologia del Policlinico senza la necessaria sicurezza . A seguito di questi sospetti e delle denunce presentate dal Codacons, che ha raccolto casi di persone rimaste invalide per presunti errori, la procura ha avviato una inchiesta iscrivendo membri dello staff del Policlinico nel registro degli indagati . Intervenne subito anche la Regione che individuò varie criticità. Secondo quanto scritto dalla commissione, l’ attività endovascolare extracardiaca veniva svolta senza il necessario consulto col chirurgo vascolare e il cardiochurgo. Analizzando 51 cartelle cliniche erano emerse carenze riguardo il consenso informato e un «approccio terapeutico eccessivamente intensivo». Dal punto di vista amministrativo era arrivato lo stop agli interventi sperimentali. Dal punto di vista penale gli accertamenti si sono poi allargati all’ interno mondo delle sperimentazioni e agli eventuali vantaggi economici che ne potevano derivare. Compito del pm capire, in pratica, se qualcuno abbia ‘sponsorizzato’ con troppa facilità alcuni interventi o l’ uso di determinati stent (servono a ‘liberare’ i vasi sanguigni ostruiti). Su questo versante, molto più complicato la procura starebbe ancora lavorando. Come detto, sarebbe invece chiuso il filone che riguarda alcuni casi di presunta malasanità. Tra questi, è in fase di incidente probatorio (sono in corso le perizie) la vicenda che ha coinvolto in prima persona Giovanni Spinella, presidente degli Amici del cuore: aveva denunciato il dottor Sangiorgi per il cattivo esito di un intervento chirurgico al quale si era sottoposto . Il Codacons, nel caso di rinvii a giudizio, è pronto a costituirsi parte civile e a chiedere quindi un risarcimento.
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