DeSantis è incompatibile Bussi passa alla Di Carlo
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fonte:
- Il Messaggero
Slitta al 12 marzo la prima udienza del processo a carico dei presunti responsabili della più grande discarica abusiva d’ Europa di rifiuti inquinanti, quella di Bussi. Questo per l’ incompatibilità del presidente del collegio designato, Carmelo De Santis, che ha rapporti di parentela con il presidente dell’ Arta che ieri ha depositato la sua richiesta di costituzione di parte civile. A presiedere il collegio sarà il giudice Antonella Di Carlo, la stessa che guida il processo a carico dell’ ex sindaco di Pescara Luciano D’ Alfonso, processo che adesso subirà un rallentamento in quanto le udienze verranno dimezzate da quattro a due al mese proprio per l’ inserimento di questo processo di Bussi. Nonostante tutto ieri sono state depositate altre richieste di costituzione di parte civile: oltre all’ Arta, ci sono Aca, Cgil, Codacons, Codici, Heart e Filcem Cgil. Se verranno ammesse dal collegio, le parti civili costituite salirebbero a trenta. Sul banco degli imputati, accusati di disastro doloso e adulterazione di sostanza alimentari, siederanno in 19, cominciando dai vertici Montedison-Ausimont (gli imputati sono quasi tutti ex amministratori e vertici del colosso chimico), mentre, come si ricorderà, al termine dell’ udienza preliminare sono usciti dal processo i vertici di Ato e Aca, oltre ad altre figure di secondo piano. Sarà una battaglia ad ampio raggio visto che la lista dei testimoni dell’ accusa (rappresentata dai Pm Anna Rita Mantini e Giuseppe Bellelli) conta 33 persone mentre quella delle difese si attesta su 267. Scenderanno in campo esperti di ogni genere tra geologi, chimici, professori universitari, per cercare di sostenere o smontare un’ accusa che il gup De Ninis ha comunque ridimensionato derubricando il reato di avvelenamento con quello di adulterazione delle acque. Si tratta comunque di uno dei più importanti processi tenuti a Pescara proprio per i suoi risvolti sulla salute dei cittadini. Un processo che parte da lontano, addirittura dagli anni sessanta quando sarebbe state nascoste nei terreni vicino ai fiumi Pescara e Tirino, le prime scorie dell’ industria chimica. Adesso l’ area interessata dall’ inquinamento avrebbe supero i 20 ettari di terreno. Un vero e proprio disastro ambientale. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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