17 Gennaio 2012

«Si lavora poco e non si guadagna nulla»

«Si lavora poco e non si guadagna nulla»

 Posizioni contro sul blocco stradale attivato anche nel Nisseno. la voglia di ritrovarsi insieme per protestare non è mancata di certo. «Siamo tutti vittima di un sistema che non va più – è il pensiero del nisseno Agostino Cascio, proprietario di un’ azienda agricola -. O lottiamo oppure moriremo nelle nostre aziende. Si lavora poco e non si guadagna nulla. La soluzione? L’ applicazione concreta dello statuto autonomo siciliano». Sulla stessa linea di pensiero anche Domenico Mulè, imprenditore nel settore della falegnameria. «Molti siciliani – è la sua critica – non conoscono neanche le agevolazioni che la nostra autonomia ci offre. Nel frattempo i politici diano l’ esempio, togliendosi benefici e agevolazioni a vantaggio dei cittadini e dei piccoli e medi imprenditori». Sfida il clima sfavorevole anche l’ imprenditore edile Michele Bellomo, ostinato a non abbandonare il presidio sulla statale 640: «È necessario – dice – che siano ridotte le imposte per le aziende e i cittadini, e soprattutto che calino gli interessi passivi nelle banche. Aumentano le tasse, cresce il costo della benzina ma gli stipendi restano sempre uguali». Berretto di lana in testa e cappotto, sfila pure Arcangelo Lo Cascio, amministratore di un’ azienda di costruzione ponteggi. I suoi problemi sono identici a molti altri vissuti dai suoi colleghi: costretto a licenziare gli operai e ad ammortizzare il lavoro. «Chi aveva dieci dipendenti – riflette amaramente – oggi è costretto a mandarli a casa e a tenerne pochi per far sopravvivere l’ azienda». Giuseppe, un giovane imprenditore titolare di una ditta di movimento terra a San Cataldo, fa due conti: «Con le spese che sosteniamo per rifornire i mezzi e rientrare nei costi per non andare in perdita quanto devo chiedere per un preventivo?». La protesta pianificata su scala siciliana trova alcuni distinguo. Il Codacons, attraverso il segretario nazionale Francesco Tanasi, sostiene la causa ma non il metodo: «Non fa altro che spargere ancora di più il malcontento tra la gente e le difficoltà tra i lavoratori che combattono ogni giorno per portare avanti le proprie incombenze, nonostante tutto», evidenzia l’ esponente dell’ associazione dei consumatori che invita i manifestanti a contenere lo sciopero «affinché non si arrechino danni ai cittadini e all’ economia della regione». Si defila totalmente dalla protesta pure la sezione provinciale Fita della Confederazione nazionale artigianato «per le motivazioni – è evidenziato in un documento – emerse a seguito della riunione dell’ 11 gennaio tra le associazioni degli autotrasportatori e il vice ministro Mario Ciacca. Il governo nazionale – ha aggiunto segretaria nissena della Cna – ha manifestato la volontà di far rispettare la legge per quanto concerne i costi minimi di esercizio, e in relazione all’ aumento del costo del gasolio il rimborso delle accise 2011 da subito, a partire dal 4 gennaio e definizione di una norma per il rimborso su base trimestrale per tutto il 2012, e concertare un’ azione con l’ antitrust per il problema dell’ aumento assicurazione».

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