Rischio crollo per le prenotazioni Vince il diritto alla paura
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fonte:
- Libero
Il più grande naufragio dopo quello del Titanic,
con l’aggravante che la Costa Concordia è (era) grande
il doppio del celeberrimo transatlantico, non può non
lasciare conseguenze, sia per la Costa, che pure a giugno
ha inaugurato la Favolosa e ha in
costruzione altri due colossi del mare,
sia per il turismo crocieristico in genere.
Perché è certamente vero quello
che ha detto l’ad di Costa Crociere
Pierluigi Foschi, e cioè che le navi di
oggi sono ultrasicure, le crociere altrettanto
e che quel che è accaduto «è
eccezionale e imprevedibile», causato
da fatti imponderabili e umani, ma
l’impatto psicologico si farà sentire. A
livello mondiale, così come da tutto il
mondo arrivavano i passeggeri
e i membri dell’equipaggio della
Concordia.
Innanzitutto, sembra proprio
che saranno presto vietate le rotte vicine a città come
Venezia o a gioiellini come Portofino o Taormina
(«Questi sono condomini galleggianti, non possono
muoversi come fossero vaporetti», la sentenza del ministro
dell’Ambiente Corrado Clini).
Ma il vero pericolo, nell’immediato, è un crollo di
questo tipo di vacanza, che, specie nella bassa stagione,
è una delle tipologie preferite, grazie anche a formule
speciali che permettono di portare a bordo gratis
i figli minorenni, e finora non aveva affatto risentito dei
morsi della crisi.
I numeri sono infatti impressionanti, con oltre nove
milioni di passeggeri nel 2010: un ottimo +8 per cento
rispetto all’anno precedente e circa il quadruplo rispetto
al 2000. Le prime stime sul 2011 di Italian Cruise
Watch parlavano di oltre 11 milioni di passeggeri, con
ulteriori crescite previste per il 2012. Insomma, un business
da oltre quattro miliardi di euro che occupa
quasi 100mila persone e che vedeva i Caraibi al primo
posto tra le destinazioni (ma in netto calo) e il Mediterraneo
in continua crescita (una crociera su cinque).
Adesso, invece, sull’emotività del momento la razionalità
sarà messa da parte e ci saranno numerosi ripensamenti.
«Il timore, si spera temporaneo, in chi era
in procinto di prenotare una crociera è molto probabile
», spiegano dalle agenzie di viaggi, «e molti preferiranno
optare per villaggi vacanze o voli piuttosto che
salire a bordo». Il fatto poi che la Costa sia un colosso
non aiuta, anzi rischia di amplificare ancora di più la
paura. Inoltre, ci si mette pure il Codacons, non solo
con la condivisibile class action promossa per i passeggeri
della nave naufragata, ma anche sostenendo un
discutibile “diritto al terrore”: «Chi vuole disdire una
crociera già prenotata», sostiene il presidente Carlo
Rienzi, «ha tutto il diritto di farlo e di riavere per intero
i soldi già sborsati. Esiste infatti un diritto di disdetta
per paura, che in questo caso c’è tutto e noi siamo impegnati
a tutelare e difendere». Così si rischierà che
davvero la crociera diventi, per citare il titolo di uno
strepitoso libro di David Foster Wallace, «Una cosa divertente
che non farò mai più».
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