15 Gennaio 2012

«Il filobus degli sprechi è off limits per i ciechi»

«Il filobus degli sprechi è off limits per i ciechi»

Ora basta. Davvero non ne possono più di promesse, parole vane, ammiccamenti elettorali. I disabili visivi pretendono pari dignità, il diritto di muoversi in libertà, di sentirsi a pieno titolo cittadini di una città che si autodefinisce colta e civile, ma poi dimentica centinaia di suoi figli. Sono tre anni che le associazioni dei cittadini chiedono all’ Amministrazione Comunale di adeguare il sistema di trasporto municipale alla normativa attraverso l’ introduzione di paline intelligenti (da installare vicino alle fermate dei bus) e sintesi vocali (a bordo dei mezzi). Richieste oggetto di una decina di riunioni delle Commissioni Servizi Sociali, Trasporti e Lavori Pubblici nell’ arco di un triennio. Ogni volta la tiritera si ripete: le associazioni imbufalite chiedono un incontro; i consiglieri concedono udienza, promettono, parlano di vergogna cittadina, illudono, ma poi inevitabilmente disattendono e non si fa nulla. Eppure una speranza era stata coltivata dai tanti ciechi e ipovedenti leccesi: era riposta nel famigerato filobus, oggi finalmente in funzione. Doveva essere l’ occasione giusta per ammodernare e adeguare alle loro esigenze una corposa fetta della rete viaria leccese. Invece, in mezzo ai 22milioni di euro spesi per installare la palizzata nera e la ragnatela di fili, neanche un euro è stato dedicato alla disabilità. Oggi Luigi Pranzo, ipovedente referente del Codacons, e Luigi D’Arpe, presidente dell’ Associazione Difesa Diritti Onlus, puntano i piedi. Anche perché con l’ approssimarsi delle Amministrative vogliono evitare di essere presi in giro per l’ ennesima volta. «Da anni lotto con l’ Amministrazione per avere sui bus le sintesi vocali e le paline intelligenti, i semafori sonori ed i bus vocali, come accade in molte città italiane non solo nelle metropoli, basti pensare a Pesaro o Brescia», dice Pranzo. Istanze da tempo al vaglio dell’ assessorato al Traffico e della Sgm. «All’ ex assessore Ripa ed ai responsabili di Sgm, Gianni Peyla e Ugo Guacci, ho portato anche una registrazione per far capire loro come funzionano le sintesi vocali – fa sapere – Una persona deve sentirsi libera, non schiava degli altri. Ben vengano solidarietà e cortesia dei cittadini, ma vogliamo la nostra dignità. Se non vedo, non riesco a fermare il bus; se sento la sintesi vocale, invece, ce la faccio. Da solo. Oggi non ci resta che chiedere all’ autista di essere avvisati, ricevendo spesso come risposta un laconico "Se me lo ricordo". Oppure siamo soggetti alla disponibilità di passanti o passeggeri. Nel 2012 altrove tutto ciò è impensabile». Non a Lecce, purtroppo. Anche se basterebbe poco: una voce registrata che avvisa i passeggeri della fermata raggiunta e di quale sarà la successiva. Immaginiamola insieme: «Castello, fermata Castello. Prossima fermata Piazza Santo Oronzo». Che cosa frena l’ installazione di un marchingegno di questo tipo? Probabilmente la sola volontà, giacché il costo è davvero irrisorio rispetto alle decine di milioni sperperati dal Comune. «Vorremmo sapere come sono stati spesi i milioni di euro recuperati attraverso le multe e per quale ragione per tutto il resto i soldi si trovano subito, mentre per alleviare le difficoltà dei disabili no», dice il presidente D’ Arpe. «In Commissione l’ ex assessore Ripa ci disse che per aggiornare con le sintesi vocali il sistema municipale ci sarebbe voluto circa 1milione e mezzo di euro. Noi siamo andati da un’ azienda torinese specializzata: ci ha parlato di una spesa di 5-7mila euro per ogni bus, cioè circa 250mila euro per coprire la trentina di bus che circolano a Lecce». Senza trascurare il «dettaglio» di una legge che obbliga tutte le amministrazioni a provvedere all’ installazione delle sintesi vocali a bordo dei mezzi pubblici, la legge 503/96. E che esistono all’ uopo interi capitolati di spesa e fondi europei ancora inutilizzati. Nonostante tutto permangono barriere sensoriali e architettoniche. E probabilmente ancor prima insuperabili steccati culturali. «Abbiamo chiesto diverse volte di essere sentiti dalla Commissione Traffico e siamo stati invitati a partecipare a 9 incontri. Ma anziché ricevere risposte, abbiamo ottenuto solo promesse. Tutti si dicono sensibili, Peyla addirittura dichiarò che a giugno 2011, con l’ entrata a regime del filobus, entro sei mesi sarebbero stati adeguati parco macchine e paline. Ora che il filobus funziona, ci dicono che non ci sono i soldi. Noi ci sentiamo doppiamente presi in giro, perché i fondi europei ci sono, eccome», dice D’ Arpe. Pranzo rincara la dose: «Gli amministratori devono comprendere quanto siano importanti per noi questi interventi: per non vedenti, ipovedenti e anziani affetti da maculopatia senile (invecchiamento irreversibile dell’ occhio, ndr) sono macchinari indispensabili per vivere con dignità e per sentirsi liberi di muoversi. E se queste ragioni non dovessero bastare, visto che la parola magica è "turismo", da questi interventi la città trarrebbe grande giovamento, perché questo servizio è molto apprezzato dai turisti». Una giustificazione che fa tristezza, specie di fronte ai diritti violati di centinaia di leccesi.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this