13 Gennaio 2012

Liberalizzazioni I tassisti sul piede di guerra

Liberalizzazioni I tassisti sul piede di guerra

Ci risiamo. Come già avvenuto qualche anno fa quando Roma rimase paralizzata da uno sciopero selvaggio, i taxisti hanno ripreso la loro crociata contro la liberalizzazione introdotta dal governo Monti. Ai tempi, l’ allora sindaco della Capitale, Walter Veltroni , aveva promosso l’ introduzione di 500 nuove licenze e si ritrovò con il traffico bloccato in centro, l’ occupazione di piazza del Campidoglio e una manifestazione di protesta in piazza Venezia, con l’ Atac (l’ azienda dei trasporti di Roma) costretta a deviare 35 linee a causa di alcuni cassonetti dell’ immondizia ribaltati in mezzo alla strada. Proteste non a norma. Anche questa volta, dopo l’ annuncio dello sciopero di categoria indetto per il 23 gennaio, le forme di protesta "fuori legge" sono già cominciate in molte importati città. Mentre a Napoli è partita l’ occupazione di Piazza del Plebiscito, a Milano le prime astensioni spontanee hanno creato, già ieri, lunghe code all’ aeroporto di Linate e alla stazione Centrale. A Roma, dove a causa di "un’ assemblea spontanea dei tassisti" una voce registrata rispondeva al numero del Radio taxi scusandosi per l’ impossibilità di garantire il servizio, gli "obiettivi" della protesta sono stati l’ aeroporto di Fiumicino e la stazione Termini. La reazione del Codacons. E mentre Loreno Bittarelli , presidente nazionale di Uritaxi , ha dichiarato che "si scatenerà l’ inferno" se il governo approverà la liberalizzazione del settore senza aver ascoltato le ragioni dei sindacati, il Codacons è insorto invitando i cittadini a una controprotesta il 20 gennaio e, tramite una nota ufficiale, ha fatto sapere che sono pronte denunce alla Procura della Repubblica e segnalazioni alla Commissione di Garanzia per l’ attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, nel caso in cui vi siano violazioni di legge. Non resta che attendere l’ esito di questo ennesimo braccio di ferro, dove alla fine, come sempre, rischiano di andarci di mezzo i cittadini.

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