Ronde contro i taxi fuorilegge "Nessuno può rubarci il pane"
-
fonte:
- la Repubblica
I tassisti presidiano Capodichino, la stazione e il porto, da due giorni. Organizzano le ronde "in borghese" per impedire agli altri taxi della provincia e soprattutto ai fuorilegge di "rubare" le corse. «Nessuno deve ridurre il disservizio» dicono. E gli utenti vanno su tutte le furie. «Li denunceremo», avverte il Codacons che invita i cittadini a un "controsciopero" il 20 gennaio. Anche su Twitter fioccano le proteste: «Ma finiamola, costa più un giro in taxi che un volo Napoli-Londra», scrive Alessarn. Tensione alle stelle anche tra i tassisti. Nel mirino finiscono le sigle sindacali oltre al governo. «Ci hanno venduti – denunciano – hanno indetto lo sciopero il 23, a liberalizzazione già passata. Vogliono solo raddoppiare i tesserati e aumentare i guadagni». La frattura è chiara. Mercoledì sera, cento tassisti della Stazione hanno accolto con insulti i rappresentanti sindacali di ritorno dal parlamentino di Bologna. Raccontano che siano volate parole dure, e anche qualche pietra. Ma è guerra aperta anche contro gli abusivi. «Ho fatto la notte per dare la caccia ai fuorilegge – protesta Giuseppe La Magna, uno dei tassisti di Capodichino – ci provino a farsi vedere oggi. Non ci facciamo più rubare il pane». La Magna setaccia per ore l´aeroporto. Decine di colleghi fanno la spola tra il terminal e il centro con auto e moto proprie, mentre la polizia municipale controlla i documenti dei passeggeri a bordo di auto troppo affollate. Perché «oggi l´aeroporto è terra di nessuno» dice un agente. «Marchiamo strette tutte le piazze» avvertono i tassisti. Due manager inglesi li guardano dalla fermata: «La protesta ci crea guai seri – dicono spazientiti – non abbiamo tempo da perdere, dobbiamo essere in centro tra 15 minuti». Taxi fermi anche alla Stazione centrale. Manca anche il quotidiano "servizio navetta" abusivo per i tossicodipendenti diretti a Scampia. «Li portano alle piazze di spaccio per pochi euro – denunciano i tassisti – ma oggi non si sono visti». In piazza Garibaldi sono pochi i turisti che chiedono una corsa. «Sono un crumiro», esordisce Fabrizio, arrivato in treno da Roma per una vacanza, «ma questa gente ha ragione: il governo non può prendere soldi da chi non arriva a fine mese». È tra i pochi, Fabrizio, ad appoggiare la protesta. «Siamo venuti in treno da Milano – ripete Gian Carla Dapporto, diretta all´albergo Santa Lucia – non sapevamo dello sciopero. La liberalizzazione ci vuole, basta con i monopoli». Gli hotel del lungomare improvvisano navette per i clienti rimasti a piedi, mentre i taxi vanno e vengono da piazza Plebiscito. Comunicano via radio per capire che aria tira: «I sindacalisti non si sono ancora visti sotto la prefettura» avvertono i colleghi in piazza dalla mattinata. «Hanno paura? Siamo brava gente, sono loro che ci hanno venduto per guadagnare due tessere» denunciano gli iscritti. L´accoglienza riservata ai rappresentanti alla Stazione lo dimostra. «Mi giungono notizie di minacce e pietre nei confronti di alcuni esponenti sindacali napoletani al momento del loro arrivo alla Stazione centrale di Napoli. E di tentativi di danneggiamento delle sedi di alcune radiotaxi, da parte di uno sparuto gruppo di persone – scrive Salvatore sul gruppo Facebook dei tassisti napoletani – un comportamento più responsabile favorirebbe una vittoria finale in una guerra ormai alle porte».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
- TRASPORTI
