Per Alemanno è una follia «Operazione vergognosa»
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fonte:
- Libero
Il restauro del Colosseo
finisce sotto la lente della Procura
di Roma e della Corte dei
Conti. I magistrati capitolini
hanno aperto un fascicolo e
stanno ipotizzando il reato di
abuso d’ufficio in merito all’ac –
cordo firmato dall’allora commissario
straordinario Roberto
Cecchi, oggi sottosegretario del
ministero dei Beni culturali,
con l’imprenditore Diego della
Valle, che sponsorizzerà i lavori
all’Anfiteatro Flavio. Il fascicolo,
al momento senza indagati,
è stato aperto dai pm capitolini
dopo l’esposto presentato dal
sindacato Uil e il successivo
pronunciamento dell’Antitrust
che vede nella convezione con
la Tod’s «distorsioni della concorrenza
».
La polemica era cominciata
nel marzo scorso, quando era
venuta alla luce la notizia
dell’accordo del 21 gennaio
2011 tra il commissario straordinario
Cecchi e Della Valle sul
restauro del Colosseo. La Uilbac
aveva quindi presentato un
esposto denuncia e chiesto di
«fare luce sulle eventuali responsabilità
penali ed erariali
relativamente alla convenzione
“segreta”, a tutt’oggi ancora
nonrisulta pubblicatonessuno
documento da parte della gestione
Commissariale e dal Mibac
». Secondo il sindacato l’ac –
cordo con la Tod’s è illegittimo
e «rappresenta una dismissione
del Colosseo e su questo non
c’è mai stato un qualsiasi parere
del Comitato tecnico scientifico
dei beni archeologici». Anche
il Codacons aveva presentato
un esposto sulla correttezza
delle procedure, tanto che
l’Antitrust, il 9 gennaio scorso,
si è pronunciata sulle «distorsioni
della concorrenza nell’accordo
che affida i lavori di restauro
del Colosseo al gruppo
Tod’s». Il pm di Roma Maria Letizia
Golfieri, titolare del fascicolo,
nei prossimi giorni convocherà
a piazzale Clodio il sottosegretario
Roberto Cecchi, che
si è detto «sereno» eha precisato
che «collaborerò con il massimo
impegno», convinto «che
con tutta l’amministrazione
abbiamo agito con la massima
correttezza per l’interesse pubblico
». La Tod’s ha inoltre ribadito
l’assoluta chiarezza e correttezza
da parte di Cecchi, la
mancata esistenza del «supposto
sfruttamento commerciale
dell’iniziativa» da parte del
Gruppo e il deposito di una fidejussione
di 10 milioni di euro
a garanzia della prima tranche
di restauri.
L’inchiesta ha comunque
scatenato dure reazioni. Prima
tra tutte quella del sindaco di
Roma Gianni Alemanno, il
quale ha sottolineato che«questa
vicenda, che riguarda il ministero
per i Beni e le attività
culturali, mi sembra una follia».
Il primo cittadino s’è detto «indignato
da un’operazione continua
e vergognosa per fare saltare
la sponsorizzazione per la
sistemazione del monumento
più importante del mondo». Ha
poi lanciato l’appello: «Lasciateci
restaurare il Colosseo. Cosa
volete fare? Volete farlo cadere a
pezzi? A furia di Tar, Antitrust,
Procure, Corte dei conti? Vogliamo
far sì che il consorzio
privato si riprenda i 25 milioni
di euro e ci saluti?». Pronte le
critiche della sinistra. Nonostante
il Campidoglio non sia
artefice dell’accordo, il Pd ha
puntato il dito contro il sindaco.
«Tutti noi siamo a favore del restauro
del Colosseo, ma il tutto
deve avvenire nel rispetto della
legge e delle regole e non con simili
pasticci», ha dichiarato il
segretario del partitodemocratico
capitolino Marco Miccoli.
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