Colosseo, inchieste sui restauri «firmati» Fascicoli di Procura e Corte dei Conti
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fonte:
- Avvenire
DA ROMA D opo Tar e Antitrust, sull’ accordo per il restauro del Colosseo siglato un anno fa tra il ministero dei Beni culturali, la Soprintendenza dei Beni archeologici di Roma e il gruppo Tod’ s di Diego Della Valle indagano ora la Procura della Repubblica di Roma e la Corte dei Conti, che hanno aperto un fascicolo sulla base di un esposto presentato dalla Uil. Un’ indagine ancora ai primi passi, al momento senza ipotesi di reato. Anche se nel caso, si apprende da piazzale Clodio, la procura di Roma, potrebbe configurare l’ ipotesi di abuso d’ ufficio. Al vaglio degli inquirenti i termini dell’ intesa siglata dall’ allora commissario straordinario per l’ archeologia di Roma Roberto Cecchi, che oggi è sottosegretario al ministero dei Beni culturali e che firmò l’ accordo insieme con la soprintendente Anna Maria Moretti. Cecchi, che già lunedì scorso, quando il Codacons rese noti i rilievi dell’ Antitrust, si era detto convinto della validità dell’ operazione, ribadisce di essere «sereno e convinto di aver agito nell’ interesse pubblico». Il sottosegretario dovrebbe essere ascoltato tra qualche giorno dal pm Maria Letizia Golfieri, alla quale è stato affidato il fascicolo (n° 51108). I rappresentanti sindacali che avevano presentato l’ esposto sono stati invece ascoltati settimane fa. Stizzito s’ è mostrato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che già nei giorni scorsi aveva usato toni duri a difesa dei restauri, e che ieri ha stigmatizzato quella che definisce «un’ operazione continua, vergognosa, che fa saltare la sponsorizzazione per restaurare il monumento più importante del mondo». «Lasciateci restaurare il Colosseo – ha detto -. Cosa volete fare? Volete farlo cadere a pezzi? A furia di Tar, Antitrust, procure, Corte dei conti? Vogliamo far sì che il consorzio privato si riprenda i 25 milioni di euro e ci saluti?». Ma la Uil nazionale, insieme con la sezione di Roma e del Lazio, precisa: il problema «non è il gruppo Tod’ s, che ha fatto bene il proprio mestiere, ma la pubblica amministrazione che, secondo noi, ha commesso un grave errore di valutazione». A definire «un iter plausibile» l’ apertura del fascicolo è la struttura dell’ ex commissario all’ area archeologica, precisando che «allo stato attuale non è stata ricevuta alcuna comunicazione», e ribadendo «la convinzione di aver agito nella massima correttezza formale e sostanziale». Mentre per il vicepresidente della Commissione cultura di Roma Capitale, Piero Pelonzi (Pd), la vicenda mette in primo piano la necessità di «operare una rivoluzione di sistema che preveda l’ istituzione di uno specifico ente di scopo» a cui demandare «la gestione ordinaria e straordinaria del nostro patrimonio». Viene ipotizzato l’ abuso di ufficio sull’ intesa siglata un anno fa tra ministero, soprintendenza e Tod’ s Furioso il sindaco Alemanno: cadrà a pezzi Aperte altre inchieste sui restauri del Colosseo.
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