11 Gennaio 2012

Caro benzina, vale due miliardi lo sconto no-logo

Caro benzina, vale due miliardi lo sconto no-logo
 

Se i prezzi dei carburanti in Italia si allineassero ai valori più bassi dei distributori no-logo, per le famiglie vi sarebbe un risparmio di 2 miliardi all’anno.
Ieri la rete ha fatto registrare nuovi aumenti, con una media di 1,75 euro al litro per la benzina e 1,70 per il gasolio e picchi di gran lunga superiori in alcune aree autostradali. Il top nelle Marche, penalizzata da maggiori accise, dove il "servito" per la benzina è arrivato a 1,88 al litro lungo la A14 mentre in Lombardia il governatore Formigoni chiede al Governo regole più flessibili per sostenere gli impianti vicini alla Svizzera.
Più convenienti i distributori indipendenti che, come rileva Quotidiano Energia, si collocavano ieri tra i 7 e gli 8 centesimi al di sotto della media dei "big".
Ma quanto si risparmierebbe con un’Italia interamente "no-logo"? L’ Unione Petrolifera stima i consumi di rete per benzina e gasolio da autotrazione in oltre 26 milioni di tonnellate, equivalenti a poco meno di 33 miliardi di litri.
Applicando al 90% del mercato non coperto dai "no-logo" lo sconto medio praticato secondo Quotidiano Energia, si può stimare un risparmio di 2,1-2,4 miliardi. Adusbef e Federconsumatori valutano lo sconto medio in dieci centesimi al litro, dunque tre miliardi l’anno, mentre si scende a 1,2-1,5 miliardi tenendo conto dell’ordine di grandezza degli sconti (4-5 centesimi al litro) stimato dall’Unione Petrolifera.
Ma al di là delle cifre, ci si interroga sul modello da adottare per aumentare i risparmi. Per l’Unione Petrolifera è l’automazione la strada da seguire. «I prezzi potranno scendere – ha spiegato ieri al Tg1 il presidente Pasquale De Vita – se sapremo estendere la "selfizzazione" a tutti gli impianti. Bisogna spiegare all’utenza – ha aggiunto – che deve andare a cercare l’impianto dove risparmiare perché già oggi si può trovare lo stesso prezzo esistente in Europa. Sul piano delle liberalizzazioni proposte dall’Antitrust siamo abbastanza d’accordo ma l’ipotesi di vendere nello stesso impianto benzina di più marchi va contro natura. L’impianto – conclude De Vita – è di proprietà della compagnia petrolifera che lo costruisce, lo mantiene, fa gli investimenti e vende il marchio: il tutto viene consegnato gratuitamente ai gestori in cambio dell’esclusività di rifornimento».
Immediata la replica delle associazioni dei consumatori. «I prezzi – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – potranno scendere solo se si incrementerà la concorrenza tra operatori, e se si annienterà il fenomeno speculativo della doppia velocità dei prezzi. Quanto poi alla possibilità di distributori multi-marca, provvedimento definito "contro-natura" da De Vita, riteniamo sia più contro-natura un’organizzazione come l’Up, che difende a spada tratta i petrolieri negando le speculazioni sui listini». Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, guarda al modello francese: «È percorribile – spiega – la strada di avere pochi distributori ad alti volumi e grande efficienza, metà del mercato in mano alla grande distribuzione, pochi esercizi "no-logo". Certo – aggiunge – il livello di copertura del territorio in Francia è inferiore e per l’Italia alcune zone montane o disagiate avrebbero con questo schema problemi rilevanti».
Intanto, in attesa delle mosse del Governo, i piani di apertura dei no-logo sono ambiziosi (si veda il Sole 24 Ore dell’8 gennaio) e spesso si ricorre allo "shopping" dei gestori, rilevando distributori i cui contratti sono in scadenza.
«Ho lavorato per anni con tre grandi gruppi – ci racconta un distributore torinese – e poi ho deciso di cedere l’attività e diventare dipendente di un no-logo. Ultimamente lavorare era diventato difficile: prima vendevo meno di tre milioni di litri l’anno, ora sono più di quattro».
Le strategie dei "piccoli" risultano aggressive anche sul fronte tecnologico, come testimonia Centro Calor, società da 14 punti vendita tra Piemonte e Lombardia. «Entro un mese – spiega il responsabile della rete Omar Milanesio – applicheremo uno sconto ulteriore di cinque millesimi per chi utilizza il bancomat e non il contante, mi pare sia la prima iniziativa di questo genere in Italia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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