Saldi falsi, scattano le multe
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fonte:
- La Sicilia.it
Saldi «taroccati»: i finanzieri hanno avviato controlli a tappeto, in centro ed in periferia, per accertare la regolarità degli sconti. Ieri gli investigatori del Comando provinciale hanno diffuso il primo bollettino: un negozio di abbigliamento e uno di calzature, situati in strade centrali della città (tra via Roma ed il Politeama) avrebbero gonfiato i prezzi degli articoli in vendita sui quali applicare gli sconti in occasione della stagione dei saldi. I due negozi sanzionati fanno parte di un primo campionamento effettuato dalla Guardia di finanza che ha monitorato quindici esercizi commerciali nel tessuto. Il piano «operativo» degli uomini, guidati dal generale Stefano Screpanti, è stato organizzato in due fasi: dapprima le Fiamme gialle hanno fotografato le vetrine degli esercizi commerciali, e successivamente si è passati al confronto dei prezzi esposti in occasione degli sconti. Al cliente, hanno accertato i finanzieri della caserma ‘Mazzarella’, veniva fatto credere di essere stati al centro di «un vero e proprio affare» quando, in realtà, il prezzo finale era di fatto uguale a quello praticato prima della promozione. Immediato l’ intervento delle Fiamme gialle: ai titolari dei due esercizi sono state applicate sanzioni amministrative comprese fra 1.291 e 3.873 euro. Un terzo esercente operante nel settore della vendita di ceramiche artistiche è stato verbalizzato per non aver indicato nelle vetrine esterne i prezzi di vendita al pubblico, impedendo in tal modo il confronto con quelli praticati prima degli sconti. A giustificazione del loro comportamento, i due commercianti responsabili dei «finti saldi» hanno tirato in ballo le difficoltà economiche connesse all’ attuale periodo di crisi. Intanto, è scattata la crociata del Codacons contro l’ evasione fiscale. La campagna è stata chiamata «Lo scontrino, prego!», attraverso la quale – informa una nota – «si intende sensibilizzare i cittadini circa l’ importanza del rilascio dello scontrino fiscale da parte dell’ esercente, quando si effettua un acquisto o si paga una prestazione di servizio di qualunque genere. I consumatori denunciano casi di evasione fiscale da parte di esercenti che fingono di rilasciare scontrino, emettendone in realtà solo uno non fiscale. Dalle segnalazioni sembra prassi diffusa in alcuni ristoranti siciliani, che emetterebbero ricevuta fiscale solo su richiesta dei consumatori, arrivando così a contare a fine serata pochissimi scontrini fiscali, nonostante il grande afflusso di gente. «Non è bello generalizzare – ha affermato Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – e sappiamo bene che la maggior parte dei commercianti lavorano con onestà e puntualità. Ma è proprio in tutela di chi lavora in modo corretto e delle famiglie a cui vengono richiesti enormi sacrifici, attraverso nuove tasse e rincari a non finire, che lanciamo la campagna per l’ emissione dellos contrino fiscale e chiediamo alle autorità competenti di affettuare controlli nei localòi segnalati dai consumatori. E’ giusto che tutti contribuiscano allo stesso modo a risollevare le sorti del Paese. Per questo è importante – ha continuato Tanasi – che i cittadini, quando effettuano un acquisto, pretendano con assoluta fermezza l’ emissione dello scontrino fiscale da parte del venditore». Di qui l’ iniziativa «Lo scontrino, prego!», con la quale si invitano gli utenti non solo a richiedere al negoziante lo scontrino fiscale, ma anche a segnalare gli esercizi commerciali che, nel tentativo di evadere le tasse, non lo emettono automaticamente». I cittadini potranno segnalare al Codacons i negozi, bar, ristoranti e altri esercizi che a partire da oggi ometteranno di rilasciare l’ apposito scontrino alla cassa.
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