2 GIUGNO: TAR, NO ACCESSIBILI ATTI SU SPESE FESTEGGIAMENTI
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fonte:
- Ansa
RESPINTA ISTANZA CODACONS, CHE RICORRE A CONSIGLIO DI STATO
ROMA
(ANSA) – ROMA, 09 GEN – I documenti richiesti dal Codacons per conoscere quanto speso per i festeggiamenti del 2 giugno "rientrano nell’ambito delle tipologie di documenti sottratti al diritto di accesso". E’ la motivazione con la quale la prima sezione del Tar del Lazio ha respinto le richieste dell’associazione che sollecitava i giudici di ordinare alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio dei ministri, nonché ai ministeri degli Esteri e della Difesa, l’ostensione dei documenti che abbiano concorso a determinare le modalità di organizzazione dell’ospitalità a Roma delle delegazioni straniere per le festività del 2 giugno. In particolare, si chiedeva di conoscere: la lista degli alberghi coinvolti; gli abbinamenti delle delegazioni rispetto a ciascun albergo; gli accrediti dei membri delle delegazioni; il preventivo di spesa per ciascun albergo; il dettaglio delle prestazioni e dei servizi inclusi dall’ospitalità. Il Tar ha ritenuto il ricorso infondato, sostenendo che il Regolamento del ministero degli Esteri recante norme per la disciplina delle categorie di documenti sottratti al diritto di accesso, prevede tra l’altro che "in relazione all’esigenza di salvaguardare la sicurezza, la difesa nazionale, l’esercizio della sovranità nazionale e la correttezza delle relazioni internazionali, sono sottratti all’accesso i documenti relativi alle visite di Stato ufficiali e di lavoro italiane all’estero e straniere in Italia". Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, insiste però perché si sappia "quanto è stato speso per i festeggiamenti del 2 giugno: i cittadini, che quelle spese le hanno finanziate, hanno il diritto di sapere quanto è costato ospitare le delegazioni straniere e organizzare i vari eventi legati alla celebrazione". Rienzi si è quindi rivolto alla Corte dei Conti "per ottenere chiarezza e perché si accerti che i soldi della collettività siano stati spesi in modo congruo ed equilibrato, senza sprechi ed esagerazioni che in questo periodo di crisi apparirebbero ancor più gravi". (ANSA).
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